A seguito della clamorosa vittoria del No al Referendum Costituzionale, tenutosi domenica 4 dicembre, che ha, inevitabilmente, destabilizzato il, già di per sé, debilitato governo attualmente in carica, abbiamo assistito alle pubbliche dimissioni del Presidente del Consiglio #Matteo Renzi.

Dimissioni accolte anche dal Presidente della Repubblica, Sergio #Mattarella, seppur ad una condizione; Matteo Renzi avrebbe potuto lasciare il timone del governo solo dopo l’approvazione della legge di Bilancio.

A Renzi resta, ormai, pochissimo tempo da investire per favorire il benessere di questo paese, ben presto dovrà, definitivamente, abbandonare il suo incarico; chi occuperà la sua poltrona?

Centrodestra e grillini subito alle urne

Dopo l’indiscussa vittoria del No che ha “delegittimato” il governo attualmente in carica, alcuni dei partiti dell’opposizione hanno manifestato l’impellente necessità di dare, ancora una volta, voce agli italiani.

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Tutti, o quantomeno la maggior parte, sembrano dell’idea comune di evitare la creazione di un ulteriore governo tecnico, alcuni partiti come quelli del Centrodestra e i Grillini sono impazienti di tornare alle urne.

Della stessa idea non sembrano essere, invece, gli esponenti del PD, Bersani e l’ala facente capo a Franceschini, i quali hanno palesemente manifestato il loro interesse a non ricorrere in modo così immediato alle nuove elezioni, ma di posticipare l’evento almeno fino a che non venga ricompattato il partito e nominato un premier traghettatore.

Il Movimento 5 stelle vorrebbe andare alle elezioni con la legge elettorale attualmente in vigore, modificata per poter essere applicata al Senato.

Chi sarà il futuro presidente?

Tutto è nelle mani di Mattarella, il quale si trova a dover affrontare una situazione molto delicata; da un lato vi è necessità di assicurare una stabilità al paese, dall'altro il senso di responsabilità e di dovere nei confronti dei cittadini che hanno chiaramente espresso la loro posizione in merito al governo attuale attraverso il loro No alla riforma.

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Se il capo dello Stato opterà per l’ipotesi delle elezioni anticipate spetterà agli italiani ricomporre il Parlamento ma se, invece, il presidente non accoglierà questa ipotesi ecco quali potrebbero essere i candidati potenziali atti a ricoprire il ruolo di futuro Premier:

  • Il primo nome è quello del ministro dell’economia Padoan; lui sarà in grado di garantire una stabilità monetaria al paese, assolvendo agli impegni europei;
  • Un altro nome è quello del presidente del Senato Piero Grasso;

L’ultimo nome è stato quello di Romano Prodi, il quale ha, però, declinato la possibilità di scendere in campo. #riforma costituzionale