Il nuovo ministro dell'Istruzione #Valeria Fedeli non ha certamente iniziato nel migliore dei modi il proprio incarico conferitole dal neo Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. Infuocate polemiche, nelle ultime ore, quelle riguardanti il suo diploma di laurea in Scienze Sociali, polemiche che sono arrivate sino alla richiesta di dimissioni, ancora prima che il suo lavoro in Viale Trastevere possa avere inizio.

Ultime news scuola, mercoledì 14 dicembre 2016: Pittoni 'Di istruzione non sa nulla'

Comunque, ci sono altri aspetti legati alla nomina dell'ex sindacalista del Partito Democratico, tra i quali possiamo citare il sostegno all'ormai famoso concetto della parità di genere e all'educazione affettiva.

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Durissime le critiche che sono arrivate dal responsabile #Scuola della Lega Nord, Mario Pittoni, che, oltre a sottolineare come Valeria Fedeli venga considerata una 'paladina della teoria gender', si ribadisce come 'di istruzione non sappia nulla'.

'Ha però sempre difeso a spada tratta le scelte di #Matteo Renzi - denuncia Pittoni, sottolineando come, invece, le scelte dei cittadini, quelle eclatanti del 4 dicembre, evidentemente non contino nulla. Il responsabile scuola della Lega Nord fa riferimento anche alle contestate dichiarazioni di Valeria Fedeli rilasciate in una nota trasmissione televisiva di LA7, 'L'aria che tira', andata in onda lo scorso 28 novembre, all'interno della quale l'ex vicepresidente del Senato ebbe a dire: 'Se vince il NO, tutti a casa. Io non sono attaccata alla poltrona…'

Contro vendetta di Matteo Renzi per il NO dei docenti al referendum costituzionale?

Detto, fatto.

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Il NO ha vinto e, come se nulla fosse, ecco l'esponente del Partito Democratico che fa finta di nulla e si prende la dirigenza di un dicastero 'delicatissimo', come quello dell'istruzione. C'è chi parla di 'contro vendetta' di Matteo Renzi per il trattamento riservato all'ex premier dal personale scolastico, in particolar modo dalla clamorosa mobilitazione dei docenti per il NO al referendum. Considerando che il Ministero dell'Istruzione è stato proprio uno dei pochi dicasteri ad aver cambiato 'padrone', il segnale politico sembra chiaro.