Che Trump sia un provocatore è indiscutibile. Ma ora ha osato ancora di più, ha chiamato #taiwan, l'ormai da sempre zona calda della #Cina. I Cinesi ribadiscono che solo loro rappresentano il popolo e l'unico territorio Cinese ma il tycoon se ne è infischiato e come sempre ha fatto di testa sua.

Rapporti deboli

Usa e Cina non si sono mai amati del tutto. I due estremi del globo sono opposti anche politicamente e, sebbene il neo Presidente Americano sia conservatore come i Cinesi, per la Repubblica Popolare chiamare Taiwan è stato un affronto. Chiamando la presidente Taiwanese, Donald Trump, ha come disdegnato il vero potere del luogo, dichiarano i media cinesi, e Pechino ha esposto una formale protesta verso Washington.

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La stampa cinese attacca anche Taiwan dichiarando la mossa "meschina" e non "politically correct".

Guerra 'semifredda'

"I rapporti usa/china di questo passo si sfalderanno" dichiarano a Pechino ma le testate più vicine al Governo Cinese si dichiarano "fiduciose che gli USA non cambino la loro politica su di un'unica Cina". Cosa che viene dichiarata e rafforzata anche dalla Casa Bianca attraverso il portavoce Ned Price. Tsai Ing-Wen, il presidente donna Taiwanese, non si pronuncia ancora lasciando, di fatto, la parola alla Cina. Era dal 79 che USA e Taiwan non avessero rapporti ed è strano come il magnate statunitense abbia pensato di chiamare proprio ora, dopo la nomina del generale Mattis al Pentagono. Le scelte di Trump sono sempre forti e cariche di significato intrinseco ma stavolta il neo presidente non si dichiara ufficialmente lasciando l'opinione pubblica nell'incognita del suo gestto.

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Forse ha voluto semplicemente chiamare un altro presidente non ancora eletto, chissà. Fatto sta che i rapporti con i cinesi, ora, hanno preso una piega diversa e se Putin applaude alla salita del tycoon i Cinesi si limiteranno a formali chiamate, forse a Cuba per ripicca, visto che la scacchiera internazionale si è arricchita di una pedina che di scacchi matti ne fa a iosa. #Donald Trump