L’episodio dell’arresto di Raffaele Marra è l’epilogo di una vicenda cominciata sei mesi fa con l’insediamento della neoeletta giunta capitolina. Tutto inizia alla fine di giugno, quando la sindaca Raggi annuncia le prime nomine del suo staff, dove a Marra viene affidato il ruolo di vicecapo di gabinetto. Questo crea più di un malumore fra la base grillina e qualche imbarazzo di troppo fra i vertici nazionali. Marra, ex-finanziere e dirigente comunale navigato ha avuto dei ruoli di rilevanza durante l’amministrazione comunale del sindaco Alemanno e quella regionale di Renata Polverini. Questo per una parte del Movimento stride con le regole che lo hanno sempre animato.

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La sindaca Raggi resiste alle pressioni, soprattutto quelle del fondatore Grillo e va avanti per la sua strada.

A settembre l'aria si fa tesa

Il primo settembre però la situazione precipita, Raggi dispone la revoca del capo di gabinetto Carla Romana Raineri a seguito di un parere dell’anticorruzione che contestava una errore burocratico. Qualche ora dopo rassegna le sue dimissioni l’assessore al bilancio Marcello Minenna che lamenta un deficit di trasparenza nella gestione del caso Raineri. Seguono anche quelle di Alessandro Solidoro, amministratore unico di Ama – la municipalizzata per l’ambiente e i rifiuti, e Marco Rettighieri direttore generale di Atac – l’azienda del trasporto pubblico.

La regia oscura dietro l’accaduto potrebbe essere proprio di Marra che ha scritto mesi prima, di sua iniziativa, un parere all’Anac.

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Raineri e Minenna, insieme all’ assessore all’urbanistica Berdini, hanno fatto fronte comune in questi mesi contro Marra – divenuto braccio destro di Raggi – e questi ha trovato il modo per metterli in difficoltà.

È il caos, un vertice dei leader del Movimento a #Roma trova una quadra grazie alla mediazione di Luigi Di Maio, che sponsorizza la sindaca. La Raggi non rinuncia a Marra, che viene però trasferito a capo del personale, un ruolo delicatissimo che lo vede dirigere i ventitremila dipendenti comunali e gli oltre quarantamila delle partecipate. In cambio la Sindaca darà seguito all’impegno preso in campagna elettorale e ritirerà la candidatura della Capitale per ospitare le Olimpiadi 2024.

Veniamo ai giorni nostri

È solo qualche giorno fa, il 13 dicembre, quando anche l’assessore all’ambiente Paola Muraro, rassegna le proprie dimissioni in seguito alla notifica di un avviso di garanzia. La Muraro è stata nei mesi precedenti al centro di polemiche perché in passato è stata una consulente privata di Ama.

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Il 15 dicembre arriva la polizia in campidoglio per acquisire atti relativi alle nomine dei dirigenti Raffaele Marra, Carla Raineri e Salvatore Romeo. Il sindaco si affida ad un tweet e rassicura i cittadini.

E arriviamo al 16 dicembre con l’arresto di Salvatore Marra con l’accusa di corruzione insieme al noto immobiliarista Sergio Scarpellini, il quale pare avrebbe pagato al braccio destro di Raggi una tangente di trecentosessantasettemila euro per l’acquisto di un’abitazione.