Ultimo giorno delle #consultazioni avviate dopo la vittoria del #No e delle tanto sospirate dimissioni di Matteo Renzi. Alle 16 la delegazione di Silvio Berlusconi è salita al Colle accompagnata dai due capigruppo Paolo Romano e Renato Brunetta, che hanno illustrato a Mattarella quella che sembra essere l'unica strada possibile: l'approvazione in tempi rapidi di una nuova legge elettorale condivisa. Fi non è disposta a sostenere un ##Governo di larga coalizione e ha sottolineato l'importanza di una nuova legge elettorale che renda omogenei i sistemi della Camera e del Senato, garantendo corrispondenza fra la maggioranza parlamentare e quella del popolo.

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La richiesta del M5S

Alle 17:00 il Movimento 5 Stelle , con i capigruppo Giulia Grillo e Luigi Gaetti, ha chiesto che il governo resti dimissionario fino alla sentenza della Consulta sull'Italicum, dopo la quale si andrà a votare. La capogruppo ha sottolineato il concetto di fallimento di Renzi e di tutto il Pd, esprimendo il suo dissenso su qualunque nuovo governo calato dall'alto che non avrebbe legittimazione popolare.

Alle 18:00 il Pd è approdato al ##Quirinale e ha espresso il suo sostegno a qualsiasi soluzione il Colle riterrà opportuna. Luigi Zanda ha inoltre ammesso il larghissimo rifiuto da parte delle opposizioni a un governo di responsabilità nazionale e ha assicurato al Capo dello Stato tutto il sostegno del Pd alla soluzione della crisi che riterrà più opportuna.

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Il riassunto della giornata

La prima delegazione a salire al Colle nella giornata del 10 dicembre è stata Si-Sel. Alle 11,30 sono seguiti i rappresentanti di Ala, accompagnati da Denis Verdini e alle 12 i leader di Ncd capitanati da Angelino Alfano. Nel pomeriggio è arrivato il momento della delegazione di Silvio Berlusconi, alle 17 il Movimento 5 Stelle e alle 18 i Presidenti dei gruppi parlamentari del Pd, accompagnati dal vicesegretario Lorenzo Guerini e il presidente Matteo Orfini.

Sel ha espresso in maniera molto chiara la sua posizione: "Nessun sostegno al governo Gentiloni". Un governo simile a quello di Renzi darà continuità a quella parte della politica che gli italiani hanno rifiutato lo scorso 4 dicembre.

L'Ala-Sc, al contrario, si è dichiarata disponibile ad ogni forma che Mattarella intende adottare, da un governo Renzi-bis a un esecutivo di altro tipo.

Anche Alfano è disposto ad aprire a un governo con responsabilità comune con la partecipazione di tutte le forze volenterose che avranno il senso di appartenenza comune. Il capogruppo ha chiesto una chiusura rapida della crisi e per questo non si ritiene disponibile ad attendere la Sentenza della Corte Costituzionale fissata per il 24 gennaio per cominciare a lavorare sulla modifica della Legge elettorale.