E così, dopo che sono state scrutinate 53.227 su 61.551, mentre le notizie avute dall'estero parlano di 109 su 1618. Renzi lascia il consiglio: "Mi assumo tutte le responsabilità di quanto è accaduto. Volevo ridurre il numero delle poltrone, ma la poltrona che salta è la mia...." queste le parole del premier mentre commosso parla del risultato davanti alla stampa.

"Domani pomeriggio convocato il cdm, ringrazierò i miei colleghi e salirò al Quirinale per consegnare nella mani del presidente Mattarella le mie dimissioni". Così abbraccia la moglie, si volta e se ne va, lui con la coda tra le gambe per un risultato che forse aveva dato per scontato.

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Un referendum che ha unito l'Italia, quanto meno per il diritto del voto, quel diritto che esprime la sovranità di chi lo esercita. Il 68% gli italiani radunati alle urne. Una vittoria schiacciante del no. Il volere del popolo a cui il premier non ha potuto resistere.

Gli altri partiti esultano

I grillini esultano e Grillo stesso firma di proprio pugno un posto sul blog del M5s "Oggi ha vinto la democrazia. Italiani subito al voto!"

Berlusconi: "Almeno su questo il presidente è stato onesto. Dando le dimissioni sta rispettando i patti", mentre dalla LEGA dicono :"oggi giorno di liberazione per l'Italia!".

Luigi Maio : "Oggi l'arroganza ha perso al potere, da domani ci metteremo al lavoro per creare il programma del nuovo Movimento 5 stelle!"

La psicosi delle matite

E proprio oggi era divagata una psicosi a causa di persone che credevano il loro voto potesse essere sabotato a causa di matite cancellabili.

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Persone che hanno portato biro, gomme da cancellare per vedere se quanto detto sulle matite fosse vero, persone che hanno contattato le autorità competenti per sporgere denuncia. Il caos più totale. La voce di un popolo finalmente unito per qualcosa che ha veramente voluto. Il Codacons annuncia che sarà presentato un esposto per le matite cancellabili. Il voto dei cittadini, il voto del popolo sovrano, deve essere tutelato prima di tutto. #Renzi va a casa #Vince il no #Renzia dá le dimissioni