Dopo decenni la #CIA decide o meglio, è costretta ad aprire gli armadi e tirarne fuori gli scheletri, che in pratica sono 12 milioni di documenti, finora, secretati. Sono suddivisi in circa 800mila file, adesso online e consultabili, per argomenti, date, nomi e quant’altro, comodamente dal proprio pc. L’unica condizione è che si conosca abbastanza bene l’inglese e si abbia un minimo di pratica con questo tipo di database.

Comunque, niente paura nei prossimi giorni, i documenti più interessanti, si troveranno tradotti e fruibili per tutti sulla rete. Sicuramente, i più attesi sono quelli riguardanti avvistamenti Ufo, alieni, tecniche per il controllo della mente e i poteri della stessa, telepatia, precognizione e così via.

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Ce ne sono a volontà.

Tra questi, anche quelli riguardanti il progetto Star Gate, che non ha nulla a che vedere con portali e stelle ma si riferisce al tipo di esperimenti o test, se si preferisce, cui fu sottoposto Uri Geller nel 1973.

Lo sguardo che piegava i cucchiai

Al grande pubblico Geller divenne noto per la presunta capacità di piegare i cucchiai con lo sguardo e fermare le lancette degli orologi oltre che per i poteri di telecinesi, rabdomanzia e simili che si attribuiva. Era un personaggio televisivo israeliano, come i tanti che si esibiscono in queste forme di spettacolo.

Nelle prove condotte dai ricercatori della Cia, Geller pur senza mostrare il suo ampio repertorio, riuscì a realizzare dei disegni, in parte simili agli originali che si trovavano in un’altra stanza, per cui gli scienziati gli riconobbero capacità paranormali.

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Come scrive BuzzFeedNews, i file dell’archivio sono stati messi online dal Crest, Cia Records Serch Tool, su ordine del tribunale dopo l’azione legale avviata, nel 2014, da MuckRock, organizzazione no profit che chiedeva, appunto, il libero accesso a questi dati.

In realtà, però, non è la prima volta che questi documenti vengono desecretati. Lo fece già il presidente Clinton nel 1995 e la Cia dopo, appena, cinque anni decise di adeguarsi. Ma lo fece a modo suo. L’archivio era realmente aperto a tutti. Purché si recassero dalle 9 alle 16:30, al College Park, nel Maryland e riuscissero a trovare disponibile uno dei quattro computer esistenti. Non era possibile accedere a questi dati da nessun altro luogo pubblico degli Stati Uniti.

L'Operazione oro

In questo archivio era già presente, però, la trascrizione di un intervista realizzata da Barbara Walter a Fidel Castro nella quale la giornalista chiese al Lider Maximo, esplicitamente, quali prove avesse che la Cia aveva tentato di assassinarlo.

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Questa trascrizione a quanto pare finì proprio alla Cia.

Ma nell’archivio sono presenti documenti che vanno dai crimini nazisti all’ingerenza della Cia nella caduta dei governi in Cile e Iran, dai documenti dei segretari di stato ai presidenti ad analisi e ricerche scientifiche, bollettini e comunicati interni, fotografie, file multimediali.

Joseph Lambert, direttore di lungo corso dell’agenzia di intelligence, ha detto di essersi prodigato per completare la digitalizzazione di questo archivio prima di andare in pensione. Però, ha aggiunto, in parole povere e con una bella faccia tosta, per renderlo fruibile a tutti.

Comunque Lambert ha svelato anche quale fosse il documento dell’archivio più richiesto, finora. È noto come progetto del “tunnel di Berlino”, nome in codice Operazione oro. Un’operazione congiunta tra i #servizi segreti britannici e americani, per controllare le sedi dell’esercito russo a Berlino. #USA