Sebbene ci sia poco da fare, milioni di persone sono scese in piazza questo fine settimana per protestare contro #Donald Trump, il nuovo presidente degli #Stati Uniti. “Not my president” (Non è il mio presidente) è l’hashtag più virale nei social network nelle ultime ore. Il Trending Topics ha unito città del tutto mondo: Washington, New York, California, Londra, Madrid, Barcellona, Roma, Città del Messico e molte altre. Si calcola che nella capitale americana hanno protestato circa 260mila persone.

La Marcia delle Donne

L’idea di uscire per manifestare è nata spontaneamente nei social network come un’iniziativa puramente femminile.

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Attraverso un evento Facebook, è stata convocata una Marcia delle Donne per sabato 21 gennaio, il giorno dopo l’insediamento di Trump. L’invito è stato accolto da uomini, donne e bambini, che sono usciti per manifestare in diverse città, non solo americane. Anche a Sydney, Seul e Tokyo ci sono state proteste contro l’arrivo al potere del nuovo presidente statunitense. L’obiettivo: sostenere le minoranze, immigranti e omosessuali, minacciati dalle politiche che potrebbe mettere in atto Trump contro i diritti civili e sociali.

Un discorso (presidenziale) molto aggressivo

Durante la campagna elettorale, il magnate è stato molto aggressivo e per questo si teme che voglia applicare un’ideologia con principi razzisti, xenofobi e sessisti, secondo la spiegazione degli organizzatori della protesta.

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Il primo discorso di Trump come presidente il giorno dell’Inauguration Day non è stato conciliatore, come si sperava una volta arrivato alla Casa Bianca. Invece di chiamare all’Unità, l’imprenditore ha insistito nell’isolamento degli Stati Uniti: “Prima gli americani”, ha ripetuto diverse volte. Trump squalificò la Marcia delle Donne: “C’è gente che sta protestando ma mi sembra che ci siano state le elezioni poco fa. Perché queste persone non hanno votato?”, ha scritto su Twitter. Il social network è l’unico canale di comunicazione ufficiale del nuovo inquilino della Casa Bianca.

L’obiettivo della protesta

L’idea della Marcia delle Donne l’ha avuta un’avvocatessa in pensione alle Hawaii e si è diffusa velocemente sui social network. Il suo nome è Teresa Shook. “La nostra protesta ha come obiettivo criticare le dichiarazioni irrispettose di Donald Trump durante la campagna delle elezioni presidenziali. Vogliamo mandare un messaggio il giorno dell’insediamento”, hanno spiegato le organizzatrici in un comunicato stampa.

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La manifestazione è anche “contro il vice presidente Mike Pence, che appoggia l’assessore Steve Bannonn, direttore di una pagina misogina e razzista”, secondo i manifestanti.

Pensionata alle Hawaii

“Sono felice. Abbiamo trasformato un fatto negativo in un evento pieno di positività. Tutte queste persone si sono unite per fare qualcosa di diverso. E questo faremmo nei prossimo quattro anni. Sta succedendo veramente”, ha dichiarato Shoook in un’intervista al New York Times. L’anima della Marcia delle Donne ha 60 anni ed è nonna di quattro bambini. Era avvocatessa e giudice, ma con il pensionamento è andata a vivere alle Hawaii. Ma anche lì, questa donna con un grande impegno sociale, ha continuato a pensare alla difesa dei diritti degli altri.