Giungono preoccupanti notizie per #Donald Trump dalla Quinnipiac University del Connecticut, secondo la quale il typhoon starebbe già perdendo consensi. Prima delle elezioni, la Quinnipiac stessa aveva diffuso i dati del sorpasso del candidato repubblicano sulla #Clinton, con numeri che mostravano un vantaggio di 10 punti rispetto alla rivale. Anche se in un secondo momento furono rivisti al ribasso, questa fu l'unica voce fuori dal coro rispetto ad altri #sondaggi, rivelatasi poi veritiera con i risultati della tornata elettorale. La stessa Università, in questi giorni, ha diffuso altri dati, secondo i quali la popolarità del neo-presidente sarebbe scesa dal 44% al 37%, ovvero ai livelli pre-elezioni.

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Le prospettive, per Trump, non sembrano floride: gli ottimisti sui suoi 4 anni di mandato sono scesi di 7 punti dal mese di novembre, mentre chi aveva risposto con un "sì" alla domanda "Donald Trump sarà un presidente migliore di Obama?" è passato dal 41% al 34% in soli 60 giorni, festività comprese. Un altro campanello d'allarme per la popolarità del nuovo presidente Usa, risuona in risposta al quesito: "quanto le politiche di Trump potrebbe aiutare la situazione finanziaria dei cittadini?". In questo caso la fiducia è passata dal 40% al 27%, perdendo ben 13 punti.

In questi giorni negli Stati Uniti si sta discutendo principalmente di quanto sia corretto, o meno, l'utilizzo dei social network da parte del futuro presidente, e di quanto questa sua prerogativa potrà influire nel momento in cui entrerà ufficialmente in carica.

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Come è noto, a Donald Trump piace comunicare attraverso i social, preferendo rivolgendosi solo in un secondo momento ai mezzi stampa tradizionali. Questo crea non pochi grattacapi a chi vive dell'informazione tradizionale, ovvero giornali e redazioni giornalistiche televisive, e anche al Dipartimento di Stato, in perenne affanno quando le affermazioni travolgono delicati equilibri internazionali. Anche qui gli americani sembrano, a quanto riporta la Quinnipiac University, poco soddisfatti. Infatti il 64% degli intervistati pensa che dovrebbe rinunciare al suo account personale dopo essersi insediato.

Il percorso del typhoon, dunque, sta diventando sempre più travagliato: lo scontro tra chi lo ritiene un genio della politica, capace già una volta di smentire i sondaggi, e chi è sempre più preoccupato per i suoi atteggiamenti poco corretti politicamente è aperto, e tiene banco in tutti i talk show statunitensi. All'indomani delle polemiche scoppiate alla premiazione cinematografica dei Golden Globe, e a poche ore dallo show di Obama per salutare la nazione, si prospetta tutta in salita l'esperienza di Trump alla Casa Bianca.