La sola e unica '#casa bianca' per #Mark Zuckerberg è la sua creatura, #facebook, il social network più popolare e più usato al mondo con 1,65 miliardi di iscritti e 1,8 miliardi di utenti attivi. Di sfidare il neoeletto Donald Trump alle presidenziali del 2020 non ci pensa proprio.

L'informatico e imprenditore statunitense più famoso del globo, ha messo a tacere definitivamente i 'rumors', le chiacchiere su un suo presunto impegno in politica. E lo ha fatto in un'intervista rilasciata, non a caso, a Buzzfeed, il sito d'informazione più virale del Web.

Nessuna corsa alla Casa Bianca, la smentita di Zuckerberg

"Mi sono concentrato sulla costruzione della nostra comunità di Facebook e sulla Zuckerberg Chan Initiative", ha sottolineato Mark, riferendosi all'organizzazione filantropica fondata nel 2015 con la moglie, Priscilla Chan, per promuovere il potenziale umano e la parità attraverso l'istruzione e la ricerca scientifica.

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La smentita del 32 enne fondatore nonché presidente e amministratore delegato di Facebook, arriva dopo settimane di ipotesi e chiacchiere da parte della stampa tecnologica e non, su un sua presunta corsa alla Casa Bianca desunta dal suo proposito per il 2017 di intraprendere un tour in 30 stati Usa in cui non è mai stato prima, per parlare con la gente comune.

A scatenate sospetti più di tutti, è stata la rivista Vanity Fair nel numero in edicola a gennaio con un titolo ridondante: "Sarà Mark Zuckerberg il nostro prossimo presidente?". La diceria ha contagiato gli organi d'informazione e la Rete l'ha resa virale.

Indizi sparsi di un comportamento da candidato di Zuckerberg

Gli indizi di un comportamento da perfetto candidato alla Casa Bianca per la stampa americana c'erano tutti: Mark, descritto in precedenza come ateo, durante le festività natalizie ha dichiarato che la religione è importante; ha iniziato in Texas un tour negli Usa per capire come viva la gente; ha assunto un ex fotografo della Casa Bianca per la gestione delle sue foto su Facebok e due manager della fondazione incaricati di promuovere le sue iniziative per il sociale hanno già lavorato a passate campagne elettorali.

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Ultimamente, poi, si è dimostrato molto attento alle tematiche ambientali e sociali. Ma poi ha parlato chiarendo che il suo impegno politico già c'è e continuerà ad esserci certo, ma da Menlo Park, quartier generale di Facebook e non da Washington.

Zuckerberg, pronto per la battaglia politica ma come privato cittadino

"Mark non ha intenzione di candidarsi - ha svelato una fonte a BuzzfeedNews - e l'ho sentito dire direttamente da lui. Il punto è che per Mark, il suo ruolo che è anche politico e sociale lo ha già nella comunità globale di Facebook che conta miliardi di persone".

La fonte ha anche detto che Mark si sta preparando per una battaglia politica ma sempre giocata attraverso il social network e la Zuckerberg Chan Initiative fondata con la moglie perché scienza e tecnologia possano prevenire e curare le malattie entro la fine del secolo.

"Si può fare il cambiamento, ma in modo che sia sostenibile, ed è necessario costruire un movimento per supportarlo", è quanto ha detto l'ex studente dell'Harvard University al New York Times.

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D'altra parte, esperti politologi sconsigliano di tentare la scalata alla Casa Bianca. Per Bradley Tusk, consulente dell'app Uber, il successo negli affari non è garanzia di successo alle urne ed è meglio che Mark continui la sua carriera sfruttando i suoi punti di forza e competenza tecnologiche, anziché gettarsi nell'arena politica.