Una nuova bufera si abbatte sul #Governo di Paolo Gentiloni: questa volta al centro della polemiche è il ministro degli Esteri #Angelino Alfano. Infatti la #Lega Nord si appresta a presentare una mozione di sfiducia individuale contro il presidente del Nuovo Centrodestra, che trova fondamento in alcuni punti oscuri nella gestione dell'immigrazione e dei centri di accoglienza, fin da quando era responsabile del dicastero dell’Interno.

Le ragioni della Lega

A spiegare le ragioni di questa mossa è il capogruppo alla Camera del Carroccio, Massimiliano Fedriga, che in una nota sottolinea come la gestione del business sull’immigrazione sia “integralmente nelle mani dell’Ncd”.

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Il politico fa riferimento ad un articolo di oggi del Fatto Quotidiano, secondo il quale la formazione politica guidata da Alfano avrebbe “allargato i propri tentacoli su tutti i principali centri d'accoglienza in Italia, intascando fondi pubblici e assumendo dipendenti che in tempo di elezioni devono assicurare voti al partito”.

Fedriga fa appello a “a tutte le forze politiche presenti in Parlamento”, invitandole a firmare la mozione, perché è “inaccettabile che Alfano ci rappresenti in tutto il mondo come ministro degli Esteri, quando il suo partito pensa solo a intascare soldi sulla pelle degli immigrati”. Per il capogruppo della Lega, nel caso che queste parole cadano nel vuoto e gli altri gruppi non partecipino alla battaglia, avremo la dimostrazione che “non solo l'Ncd, ma anche le altre forze politiche sono conniventi in questo sistema, finalizzato a favorire i compagni di merenda e che non vuole affrontare seriamente il problema dell'immigrazione”.

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La reazione di Maurizio Lupi

Usa l’ironia Maurizio Lupi, capogruppo di Area popolare alla Camera, per replicare alle parole di Fedriga: "La Lega ha un'idea nuova: una mozione di sfiducia contro Alfano – dichiara l’ex ministro delle Infrastrutture – se ne sentiva proprio la mancanza, visto che l'ultima l'aveva proposta solamente un mese fa contro il responsabile del dicastero del Lavoro”. E conclude con una battuta: “A dicembre Poletti, a gennaio Alfano, vediamo a chi toccherà nel mese di febbraio.". Altri esponenti del partito parlano di strumentalizzazione del tema da parte della Lega e ricordano il ruolo di primo piano del leghista Roberto Maroni, quando era al Viminale, nella creazione dei tanto discussi centri per richiedenti asilo, come quello di Mineo in Sicilia.

L’inchiesta del Fatto Quotidiano

La polemica nasce da un articolo del Fatto Quotidiano che esamina, partendo dagli atti di inchieste come “Mafia capitale”, i rapporti tra il Nuovo Centrodestra e le principali strutture che in Italia si occupano di rifugiati: centri richiedenti asilo, di prima accoglienza, di accoglienza straordinaria; decine di organizzazioni che si occupano della gestione dei migranti, intascando in cambio fondi pubblici ed assumendo dipendenti che in tempo di elezioni si trasformano in voti.

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In sostanza l’accusa del giornale verso il partito di Alfano è quella di favorire attraverso questo sistema il voto di scambio. Un fenomeno che non riguarderebbe solo la Sicilia, ma anche Campania, Puglia e Veneto.