Sono due gli articoli recenti del Corriere della Sera accusati di essere delle clamorose fake news confezionate per danneggiare il #M5S. Il primo risale al 25 gennaio, a firma di Fabrizio Roncone, e si intitola ‘Grillo chiama furioso: mi hai ingannato. Virginia ormai è sola’. Il secondo, viene pubblicato il giorno seguente, giovedì 26, vergato da Fiorella Sarzanini con il titolo: ‘Raggi, trattativa sul patteggiamento. Nelle chat incontri Marra-Di Maio’. Ebbene, il contenuto di entrambi i presunti scoop giornalistici non sarebbe altro che #bufale, una post-verità, insomma, una fake news di quello che viene definito con disprezzo #FakeCorriere.

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A smontare il pezzo di Roncone ci pensa oggi sul Fatto Quotidiano il direttore Marco Travaglio, con un editoriale che sbugiarda le ‘verità’ di una fantasiosa telefonata intercorsa tra un Beppe Grillo furioso e la sindaca di Roma. Di smentire le “informazioni false” propagandate dalla Sarzanini, minacciando querela, se ne occupa, invece, Luigi Di Maio con un post pubblicato questa mattina sulla sua pagina Facebook e ripreso dal blog di Grillo.

Il post di Di Maio contro Sarzanini

“Virginia Raggi sta valutando la possibilità del patteggiamento. I suoi difensori ne hanno già parlato con i pubblici ministeri”, scriveva ieri la nota giornalista sul FakeCorriere. ‘Notizia’ priva di qualsiasi fondamento, inventata, secondo i grillini, per il semplice motivo che il codice etico del Movimento, da poco approvato, prevede l’espulsione automatica per gli indagati che ricorrono al patteggiamento, equiparato ad una vera e propria sentenza di condanna.

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In pratica, secondo il Corriere, per sfuggire alla tagliola della legge Severino, la sindaca della Capitale preferirebbe farsi espellere dal M5S.

Una post-verità a cui si aggiunge la ‘rivelazione’ dei numerosi incontri avvenuti tra Di Maio e Raffaele Marra (almeno tre invece dell’unico ammesso dal vice presidente della Camera). Scrive Sarzanini che, tra le conversazioni contenute nella chat di Telegram ‘quattro amici al bar’ (dove i ‘quattro amici’ erano Raggi, Marra, Romeo e Frongia), “ci sarebbe invece traccia di almeno altri due incontri (uno ad agosto) e soprattutto delle consultazioni con Di Maio per la scelta di tutti gli incarichi, compreso quello di Marra a vicecapo di gabinetto. E sul quale il parlamentare avrebbe dato il via libera”.

Fake news che ha provocato l’immediata reazione di Di Maio il quale, questa mattina sul suo profilo Fb, risponde alle illazioni della giornalista, affermando che il suo articolo “contiene informazioni false e non fornisce nessuna prova documentale, solo chiacchiere da ubriachi”.

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Il candidato premier del M5S ribadisce di aver incontrato una sola volta Raffaele Marra nel suo ufficio della Camera “in totale trasparenza”. Inoltre, aggiunge, “a parte questo incontro non ci ho mai parlato, non ho autorizzato nulla, tantomeno atti da spedire ad Anac”.

Allo scopo di arginare il violento attacco portato dai ‘Media di Regime’ a colpi di bufale, Di Maio annuncia l’ennesima querela. Nel post interviene anche la Raggi per condannare le “false ricostruzioni di telefonate tra me e Beppe Grillo” e per marchiare come “fantasie” la ricostruzione della “fantomatica ‘trattativa in corso con la Procura di Roma”.