Dopo una attesa durata oltre un mese dal referendum costituzionale, oggi è stato il giorno della Corte Costituzionale e della famigerata sentenza sulla legge elettorale denominata #Italicum.

La sentenza della Consulta delinea i contorni di una legge prontamente utilizzabile qualora i partiti decidessero di far tornare al voto gli Italiani.

Come è stato modificato l'Italicum dalla sentenza?

La legge portata all'attenzione della Consulta ha subito delle piccole modifiche per renderla compatibile con i dettami costituzionali. In sintesi la sentenza ha previsto:

  • la non applicabilità del ballottaggio, dichiarato illegittimo dalla corte;
  • il premio di maggioranza, attribuito al partito che supera il 40% dei voti;
  • che i capilista eletti in più collegi non potranno più optare ma si vedranno assegnato il collegio con il sorteggio. I rilievi su questi aspetti erano contenuti in cinque ordinanze giunte dai tribunali di Messina, Torino, Perugia, Genova e Trieste.

Italicum, le diverse posizioni dei partiti

Non sono tardate le reazioni dei partiti e del movimento 5 stelle non appena sono stati resi noti i contenuti della sentenza.

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In particolare:

  • Grillo per i cinque stelle lancia il grido "Habemus Legalicum" e fissa l'obiettivo di conquistare il premio di maggioranza del 40% per governare il paese senza alleanze;
  • Salvini nel far sapere che ora il governo non ha più scuse, rilancia #votosubito e propone il 23 aprile come possibile data per le elezioni politiche;
  • Renzi si dichiara soddisfatto della sentenza della Consulta e rilancia il confronto sul Mattarellum dichiarando che l'unica alternativa alla melina della politica resta il voto subito.
  • Forza Italia invece in una nota agli organi d'nformazione ha fatto sapere che la totale difformità tra il sistema elettorale della Camera dei deputati e quello del Senato necessita un deciso intervento parlamentare per armonizzare i due sistemi di voto.

Il quadro politico è estremamente complesso sebbene lasci presagire possibili intese fra PD e Forza Italia per rinviare il più possibile il voto e definire i termini di una nuova legge elettorale alternativa all'Italicum.

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