Che Donald J. Trump sia un personaggio sgradito a molti sia negli Stati Uniti che all’ estero è cosa risaputa. I suoi modi di fare, la sua storia, le sue politiche populiste al limite del razzismo e della xenofobia di certo non lo aiutano. Così come non lo aiuta la simpatia verso il leader russo Vladimir Putin.

È innegabile che ciò che si è visto negli ultimi mesi negli Stati Uniti ha dello straordinario. Durante tutta la velenosa campagna elettorale il mondo dell’arte statunitense e non solo, si è schierato a gran voce contro il neo presidente americano, con provocazioni al limite della decenza come quelle della nota cantante Madonna, che prometteva sesso orale a chi avesse votato la Clinton, salvo poi criticare Trump per come svilirebbe le donne.

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L’indomani dell’ elezione poi è stato caratterizzato da continue manifestazioni di protesta contro il tycoon, cui sono seguite ulteriori manifestazioni nei giorni dell’ insediamento, in particolar modo da parte delle donne che si sono moltiplicate anche oltreoceano al grido di “non è il mio presidente” che ha tanto valore pronunciato da una statunitense quando non ha alcuna logica pronunciato da un’ europea.

Tutto questo fa parte del gioco, della libertà e della democrazia, fa un po’ meno parte di quel politically correct di cui certe fazioni si fanno portavoce anche se solo quando fa comodo.

Quello che lascia stupiti è l’accanimento mediatico delle legioni di imbecilli del web contro Melania Trump ma soprattutto contro il figlio Barron, poco più di un bambino.

Free Melania e Free Barron

#freemelania è l’ hashtag lanciato da dei gruppi femministi sottolineando i rapporti tra il presidente e la first lady.

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Le telecamere impietose e i comportamenti messi perennemente a paragone con quelli dei coniugi Obama. Come se da quelle immagini, a volte tagliate ad arte potessimo giudicare la vita delle persone, cosa che tra l’altro non dovrebbe interessare a nessuno se non ai diretti interessati. Cattivo gusto dunque, per una donna che sarà un bersaglio mediatico almeno per i prossimi 4 anni. Anzi lo è già, con la stampa, anche italiana, che giudica ogni vestito, pettinatura, gioiello, parola, mobile di casa.

Ancora peggio ci si sta comportando contro un bambino, o poco più. Barron Trump è diventato un meme, è diventato bersaglio dei leoni da tastiera ogni sua smorfia, il suo essere giustamente annoiato, il suo essere catapultato in qualcosa di cui non ha alcun minimo interesse lo ha reso una figurina da prendere in giro sul web, su cui scaricare le proprie frustrazioni, fino a definirlo senza alcun motivo autistico; senza pensare che è protagonista inconsapevole di qualcosa di cui non ha alcuna colpa.

Di certo #Donald Trump non sarà il presidente USA più amato, probabilmente nemmeno il migliore, e dovrà consapevolmente avere a che fare con tutte le proteste nei suoi confronti. Ma moglie e figlio non meritano di certo di essere massacrati solo per il fatto di essergli dei congiunti. #Obama