#Matteo Renzi prova a sciogliere il nodo politico della #legge elettorale: proprio questo è il lavoro "in sordina" compiuto durante il periodo delle festività natalizie dal segretario del Partito democratico, un'operazione "dietro le quinte" che mira alle elezioni anticipate in primavera.

Una strada in salita

24 gennaio: è questa la data nella quale si conoscerà il pronunciamento della Consulta sulla costituzionalità dell'Italicum. Una data che incombe, e che incombe proprio su Renzi, che ha a disposizione solo tre settimane circa per sondare l'opinione delle altre forze politiche in Parlamento, e conoscere la loro eventuale disponibilità ad un lavoro in sinergia con il #Pd.

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Lavoro in sinergia che però deve scontare i distinguo sulle varie forme di legge elettorale che eventualmente i diversi partiti sarebbero disposti ad adottare o anche a rivedere con il Pd per andare alle urne ad aprile. Come riporta il sito Huffingtonpost.it, il punto di partenza, in ogni caso, dal quale iniziare ogni altra consultazione con le forze politiche è, per il Dem Lorenzo Guerini, “il Mattarellum”, di cui però Forza Italia non vuole per ora neppure sentir parlare. I parlamentari berlusconiani, infatti, ripetono che ogni dialogo sulla legge elettorale dovrà attendere il pronunciamento della Corte Costituzionale, anche nel caso di una proposta Dem di un Mattarellum modificato in senso proporzionale. Ma le opposizioni agli intenti renziani non provengono solo da Fi, bensì anche dall'area politica centrista e da alcune frange dello stesso Pd, che non desiderano poi così tanto accelerare la fine del governo Gentiloni.

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Alleati inaspettati

Paradossalmente, potrebbero essere la Lega e il M5S, che fin da dopo il referendum costituzionale di dicembre invocano a gran voce le elezioni anticipate, a fare da "sponda" a Renzi. Potrebbero, sia perché tra quattro giorni chiederanno all'Ufficio di presidenza della commissione Affari Costituzionali di non attendere oltre il verdetto della Consulta per avviare le audizioni con i costituzionalisti, condizione necessaria per iniziare i nuovi lavori sulla legge elettorale, e sia grazie allo sblocco dell'attività di governo permessa proprio dal segretario Pd. Qualche giorno fa, infatti, l'esecutivo aveva chiesto al Parlamento di esaminare il decreto sulle banche ma, proprio secondo la "regia" renziana, il provvedimento, anziché essere discusso dapprima a Montecitorio, lo è stato a Palazzo Madama, così come è avvenuto per il decreto "Milleproroghe". In tal modo, l'agenda della Camera dei Deputati è libera per permettere la discussione delle modifiche alla legge elettorale, che, come riporta LaStampa.it, secondo Rocco Palese di Conservatori e Riformisti, potrebbe in tal modo iniziare “ai primi di febbraio”.

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Al che, tuttavia, non ci si può che domandare nuovamente: quale legge elettorale verrà discussa? Il Mattarellum? La sua versione modificata in senso proporzionale? La sua variante Consultellum, già peraltro in vigore al Senato? Oppure sarà proprio il tanto bistrattato Italicum? Le prossime settimane daranno una risposta.