In occasione dell'assemblea nazionale dei Comitati per il No al referendum costituzionale, svoltasi a Roma questo sabato 21 gennaio, Blasting News ha intervistato in esclusiva Alessandro Pace, costituzionalista e docente, oltre che presidente del Comitato per il No in occasione del #referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre. Ecco che cosa ci ha detto.

'Il miglior sistema per favorire la rappresentanza è il proporzionale. Nuove riforme costituzionali siano omogenee'

Professore, dopo il successo del No allo scorso referendum i Comitati si riuniscono per prendere quali decisioni?

"Diciamo che siamo qui per tracciare insieme delle linee da seguire, noi non vogliamo costituirci in partiti o in movimento organizzati, ma piuttosto costituire una rete.

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Noi dovremmo dare delle ispirazioni, intervenire nel dibattito pubblico, scrivere sui giornali, dare dei chiarimenti tecnici anche sul piano costituzionale"

Si dice spesso che in Italia la rappresentanza politica è in crisi, mentre la partecipazione al referendum è stato molto alta, quale significato ha questo dato?

"Credo che le ultime leggi elettorali non spingevano gli elettori ad andare alle urne. La cosa migliore per favorire la rappresentanza sarebbe il sistema proporzionale, perché con esso gli elettori si sentono davvero rappresentati. La Corte Costituzionale in passato ha ritenuto legittime leggi elettorali che allo stesso tempo garantiscano la governabilità oltre che la rappresentatività. Se si dovesse scegliere in questo momento di avere una legge proporzionale purtroppo credo che si dovrebbe pensare anche a una soglia di accesso piuttosto alta, perché la governabilità non sarebbe garantita":

Crede che ci sia comunque la possibilità di riformare la Costituzione prossimamente ed eventualmente in quale modo?

"Bisogna recuperare l'idea della #Costituzione italiana, espressa dall'articolo 138, il quale prevede che le revisioni costituzionali devono essere puntuali e omogenee.

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Ciò significa che il cittadino quando va a votare si deve sentire libero di dire Sì o No su singole questioni. Invece tutte le Riforme tentate dal 1996 in poi sono state modifiche di una cinquantina di articoli e quindi l'elettore si è sentito "respinto" da questo e non ha avuto la libertà di esprimersi sui singoli punti. Faccio un esempio: sull'ultima riforma io personalmente avrei detto Sì sul singolo punto dell'abolizione del CNEL, ma ovviamente ho votato No per respingere l'intero impianto della riforma. Questo è punto importante"

Su questo, ad esempio, qualcuno sosteneva che poteva essere un piccolo miglioramento aumentare le firme per i referendum abrogativi in cambio di un abbassamento del quorum. Cosa ne pensa?

"Io ho lavorato più volte a raccolte di firme referendarie e posso dirle che già è estremamente difficile arrivare a 500.000 firme, specie per chi non ha alle spalle grossi soggetti organizzati rappresentati in parlamento e invece agisce come un insieme persone libere, arrivare addirittura a 800.000 sarebbe come scalare l'Everest.

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Quindi credo che sia stato bene lasciare il quorum così com'è previsto dalla Costituzione". #Governo