Stridono ancora le orecchie per le telefonate della notte del 6 aprile, quando un gruppo di imprenditori ridevano pensando agli appalti nella zona della provincia dell'#aquila, scossa da un terremoto di magnitudo 6,3, [VIDEO]che provocò la morte di 309 persone e il ferimento di altre 1600, con più di 10 miliardi di danni.

L'Aquila 8 anni dopo ancora un cantiere aperto

Sono passati 8 anni dal quel terremoto e tra tangenti, mazzette, sesso in cambio di favori, i processi per trovare i colpevoli sono ancora in alto mare. E la città di l'Aquila è ancora un cantiere aperto. In tutta la provincia ci sono ancora quasi 2000 cantieri aperti e con altrettanti imprese, per una cifra stanziata dallo Stato pari a 21 miliardi di euro.

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Vuoi o non vuoi il terremoto in Italia diventa sempre un affare per pochi (loschi). Così è stato per la città dell'Aquila e così sarà per la Città di #amatrice e per le altre colpite dal terremoto del 24 agosto scorso, che ha causato la morte di oltre 300 persone. Infatti, l'appalto per la ricostruzione del centro di Amatrice è stato affidato ad una cooperativa con un giro di affari di oltre 600 milioni, cooperativa appartenente a Buzzi, si proprio lui, quello di "Mafia Capitale".

Appalto affidato a cooperativa di Buzzi

Buzzi, arrestato il 3 dicembre 2014, insieme a Massimo Carminati per l'inchiesta "Mafia Capitale", non era un semplice operaio della cooperativa, ma sedeva ai vertici della stessa. L'appalto esisteva già prima del terremoto per previsione di legge, bandito da Consip (SpA del Ministero dell'Economia e Finanza che opera per il servizio esclusivo della PA).

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L'appalto in questione riguarda la ricostruzione di abitazioni di emergenza post calamità. Il termine tecnico è SAE, acronimo di Soluzione Abitativa di emergenza, in pratica si tratta delle casette di legno per i terremotati.

La CNS (Carta Nazionale dei Sevizi tra cittadino e PA) fornirà per Amatrice e i paesi limitrofi, fino ad un massimo di 850 casette. La cosa scandalosa è che il costo per metro quadro di queste casette è incredibilmente maggiore di quello di quello di una villa. Infatti il prezzo al metro quadro dei moduli abitati provvisori che la Protezione Civile sborserà è di 1075 euro, costo superiore al valore di tutti i tipi di edifici nuovi in muratura della provincia di Rieti e della zona di Amatrice, prima del terremoto. Il prezzo di una casa economica era di 840 euro, quello di un appartamento di 990 e quello di una villa di 1000 euro. Quotazioni immobiliari che, nei paesi subito al di fuori dell'area del disastro, scendono a 790 per un appartamento, 740 per una casa economica e 840 per una villa.

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Dati presi nelle agenzie immobiliari nei territori interessati.

Perché le casette di Amatrice costano più delle case di lusso? - Lo Stato, quindi, per queste casette di legno pagherà in proporzione un 28% in più rispetto ad una casa di lusso. Secondo questi dati lo Stato spenderà, per 18.000 soluzioni abitative in emergenza, 1 miliardo e 188 milioni di euro. Ad Amatrice le casetta di legno costeranno 80.520 euro a fronte dei 68.559 euro delle casette dell'Aquila.

E' impensabile come questa emergenza umanitaria, diventi il solito e ignobile business per pochi affaristi che, senza scrupoli, agiscono esclusivamente per i loro sporchi interessi.