Il referendum sull’articolo 18 è stato dichiarato inammissibile dalla Corte Costituzionale. Il quesito sostenuto a gran voce dalla Cgil proponeva di far scegliere ai cittadini se reintrodurre le garanzie precedenti al Jobs Act per i licenziamenti senza giusta causa nelle imprese con più di 15 dipendenti. Che, nelle intenzioni della Cigl, avrebbe potuto significare la fine dell’indennizzo economico al lavoratore e il ritorno del suo reintegro. Via libera invece ai quesiti per l’abolizione dei voucher lavorativi e per la responsabilità in solido appaltatore-appaltante.

Le reazioni della Cgil e del Governo

Durissima la reazione della segretaria della Cgil, che entra a gamba tesa sul rifiuto del referendum sull'articolo 18 in una conferenza stampa tenutasi dopo la decisione della Consulta.

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Promette battaglia la Camusso, valutando il ricorso alla Corte dell’Unione Europea per modificare la norma incriminata del Jobs Act. Il governo, dal canto suo, si affretta a precisare tramite il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che questa decisione non avrà alcun effetto sulla vita dell’esecutivo: "Assolutamente no, non ha niente a che vedere con la durata del governo che è impegnato fuori dal Palazzo a far fronte alle priorità del paese e in Parlamento a fare la legge elettorale".

Le dichiarazioni dell’opposizione

Manco a dirlo, anche l’opposizione è sul piede di guerra. Caustico il parlamentare M5s Danilo Toninelli, che non commenta il no della Consulta al referendum sull'articolo 18, affermando poi che il Jobs Act è veleno per l’economia e sarà lotta per abolirlo. Luigi Di Maio afferma che il referendum di questa primavera contro la schiavitù dei voucher rappresenterà la spallata definitiva al Pd.

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Un partito, secondo il M5s, che ha massacrato i lavoratori più di qualunque altro e mentre lo faceva osava anche definirsi di sinistra. Al vetriolo anche il pensiero di Matteo Salvini. Secondo cui quella della Consulta è una sentenza politica, gradita ai poteri forti e al governo, come quando bocciò il referendum sulla legge Fornero. E temendo una simile scelta anche sulla legge elettorale il prossimo 24 gennaio, preannuncia un presidio a oltranza per il voto e la democrazia sotto la sede della Consulta a partire da domenica 22 gennaio. #referendum articolo 18 #referendum voucher lavoro #referendum appaltatore-appaltante