“Il fantasma della Guerra Fredda aleggia ancora tra Ovest ed Est del mondo”. È con questa citazione del filosofo ed economista Karl Marx, opportunamente adattata al contesto internazionale del 2016 e del 2017, che si possono pensare alle notizie provenienti dalla Russia e dagli Stati Uniti, inerenti ad un complicarsi delle loro relazioni diplomatiche. Un complicarsi dovuto al caso dell'attacco hacker russo, in merito al quale il neo presidente Usa Donald Trump, come riporta il sito Internet LaStampa.it, ha dichiarato “so cose che altri non sanno” e "lo scoprirete martedì o mercoledì”.

Le azioni di Obama contro gli hacker russi

Un passo indietro.

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Precedentemente, le agenzie di stampa nazionali ed internazionali avevano comunicato la decisione del presidente uscente Barack Obama di espellere dal suolo americano 35 funzionari russi, in quanto "persone non gradite". L'accusa, lanciata dalle agenzie di sicurezza Usa, è che hacker russi avrebbero favorito l'elezione di ##Donald Trump nelle ultime Presidenziali. Ma i provvedimenti di Obama non si limitati a quelle espulsioni, perché ad esse sono seguite anche sanzioni contro il Gru e l'Fsb, agenzie russe di spionaggio e di controspionaggio. Eventi, questi, che dipingono un quadro politico internazionale delle fosche tinte del sospetto, colori che sembravano appartenenti ad altri tempi, a "tecniche pittoriche" desuete utilizzate durante il periodo della Guerra Fredda. E proprio come accadeva durante quest'ultima, vale a dire che all'azione di una superpotenza corrispondesse la reazione uguale e contraria dell'altra.

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##Vladimir Putin, presidente russo, ha disposto la chiusura della scuola anglo-americana, frequentata da figli di diplomatici statunitensi, ma anche britannici e di altre nazionalità, così come la chiusura della residenza della vacanza dell'ambasciatore Usa a Serebryany Bor, sempre vicino Mosca.

Le reazioni di Trump

Di nuovo un passo avanti. È proprio in merito a tutti questi accadimenti che, ieri, Donald Trump ha dichiarato avrebbe presto rivelato dettagli finora sconosciuti. Dichiarazione che ha fatto dalla sua residenza di Mar-a-Lago in Florida a margine di una festa esclusiva in suo onore alla quale hanno partecipato, peraltro, vari personaggi dello star-system americano e alla quale fanno da eco le affermazioni ai microfoni di Abc del suo portavoce Sean Spencer che, come riporta LaStampa.it, ha sottolineato come la reazione di Obama al presunto attacco hacker sia stata “sproporzionata”. Spencer ha richiamato gli eventi del 2015 e il cyber-attacco della Cina, nel quale “milioni di persone furono derubate delle loro informazioni private, incluse quelle sui nulla osta di sicurezza”, in risposta a cui però “non fu presa alcuna azione pubblica”.

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Pertanto, ha domandato, perché questa volta “una risposta di tale grandezza?”. La conclusione, per il portavoce di Trump, è ben chiara: “C’è una questione se c’è una punizione politica qui contro una risposta diplomatica”. Bisognerà aspettare domani o dopodomani per saperne di più.