Si è svolta questo sabato 18 febbraio al Teatro Vittoria a Roma l'assemblea originariamente promossa da Enrico Rossi per il lancio della sua associazione "Democratici Socialisti", che si è però di fatto trasformata in una convention dell'intera sinistra dem, con anche Roberto Speranza e Michele Emiliano, alla vigilia dell'attesa Assemblea Nazionale del #Pd. Presente in platea anche Pierluigi Bersani che è stato molto applaudito dai presenti. Un vero e proprio bagno di folla ha partecipato all'evento. I 560 posti a sedere del teatro erano pieni, ad essi vanno sommate diverse persone in piedi in platea, ma soprattutto le circa 500 persone assiepate all'esterno del Teatro che hanno assistito da un maxi-schermo ai lavori dell'assemblea, per un totale di oltre mille partecipanti.

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Vediamo le parti principali degli interventi dei tre protagonisti.

Enrico Rossi: 'Sia un Congresso PD vero o siamo pronti a una nuova storia'

Ha iniziato Enrico Rossi, il quale ha detto: "Il PD è un partito plurale e di centrosinistra, se qualcuno non vuole che sia così la responsabilità della spaccatura sarebbe sua.Il #Governo arrivi alla scadenza della Legislatura, dobbiamo sostenerlo e impegnarci affinché lavori per il bene degli italiani.Si faccia una conferenza programmatica del PD come proposto da Orlando. Non siamo disposti a partecipare ulteriormente alla trasformazione del PD nel partito di Renzi. Se il segretario vuol accentuare costruire una forza né di destra né di sinistra, questa forza non sarebbe più il PD. La spaccatura sarebbe nei fatti e a fare la scissione sarebbero gli elettori di sinistra. Se poi vogliono fare alleanze con Verdini o con Forza Italia, noi non ci stiamo.Il PD vive se al suo interno convivono aree diverse. Se ciò non sarà possibile noi siamo pronti a dare vita a una nuova storia, senza patemi ma sapendo che dovremo sempre confrontarci con tutti."

Roberto Speranza: 'Se Congresso PD è un plebiscito non ci interessa. Siamo pronti a un nuovo inizio'

Subito dopo ha parlato Roberto Speranza, che dopo aver ringraziato Rossi per aver aperto la sua iniziativa all'intera sinistra dem, ha detto: "Lasciamo stare le leadership, Renzi o non Renzi, siamo di fronte a una sinistra muta incapace di leggere questo tempo.E' il PD in grado di far argine di sovranismi e populismi dilaganti? In questi anni di renzismo hanno rottamato le persone ma non le idee sbagliate.Ho parlato con Renzi poche ora fa e gli ho chiesto se non vede che la scissione c'è già stata con gli elettori. O c'è un congresso vero e profondo, visto come l'ultima opportunità per riattaccare questi mondi, oppure il tutto si riduce a un plebiscito. In tal caso il Congresso non ha senso e a me non interesserebbe entrarci in alcun modo.Altrimenti siamo pronti a un nuovo inizio, che non sia visto come una chiusura in una casa piccola ma come un campo largo di centrosinistra. Non vogliamo una stretta identitaria ma andare nel solco dell'Ulivo. Ci sia buon senso".

Michele Emiliano: 'Il PD è diventato un partito personale'

Infine ha parlato il governatore pugliese Michele Emiliano: "Noi facciamo politica per gioia e senso di responsabilità e siamo qui per impedire al PD di commettere errori. Io sono stato fra i sostenitori di Renzi quattro anni fa perché pensavamo che una nuova generazione avrebbe potuto farci uscire dalla crisi: ma ho sbagliato. Come si fa a convincere un popolo a votare un partito che parla solo di leadership. Se Renzi ha avuto l'opportunità di governare è anche grazie a Bersani che ha avuto la capacità e l'onestà di dimettersi, alla faccia del personalismo. Io, Rossi e Speranza abbiamo sottoscritto un documento per l'unità di azione: loro due sono brave persone, aperte e che non pensano alla tattica. Il PD sta diventano il partito di una persona e attorno al suo capezzale si avvicendano in tanti. Per evitare la scissione chiediamo di fare una conferenza programmatica in cui si approfondiscono le varie questioni, noi proponiamo che essa avvicini le posizioni". #Matteo Renzi