Nella puntata di questo giovedì 2 febbraio della trasmissione "Piazza pulita" su La7 è intervenuto Pierluigi Bersani, deputato del #Pd, che intervistato dal conduttore Corrado Formigli, ha parlato delle ultime vicende di attualità politica. Ecco cosa ha detto.

'Si voti nel 2018 e prima si faccia il congresso del PD'

Sulla possibile delusione che il Movimento 5 Stelle potrebbe ingenerare dopo le ultime vicende, Bersani ha detto: "Tutte le volte che in un paese democratico la politica delude non è mai festa per nessuno. La grande adesione ai 5 stelle è il risultato della sfiducia nel resto del sistema politico. Sarebbe un avviso per tutti.

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Bisogna lavorare tutti all'aria aperta, questa storia di essere antropologicamente diversi da tutti non è vera: i 5 stelle devono imparare a governare e a dialogare con gli altri, scelgano loro con chi. Porti freschezza e uno stile nuovo? Bene, ma devi confrontarti."

Sul dualismo D'Alema-Renzi dentro al PD ha detto: "Andare a votare con 6 mesi di anticipo andrebbe spiegato ai cittadini: una persona normale si chiederebbe il perché. Credo che si sia perso qualcosa del rapporto con la realtà e con il pensiero normale. Io non sono perché si precipiti al voto. Quando si chiude un ciclo i partiti rendono contendibile la linea politica, c'è poco da fare. Sono perché il voto sia nel 2018, non tocca a me decidere, ma a Matterella. Il PD però si deve mettere in testa che prima delle elezioni serve una discussione seria.

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Dobbiamo discutere di problemi seri"

Se si vota invece nel 2017 ritiene probabile che il PD arrivi al 40%? "Non mi sembra la cosa più probabile del mondo. Pensiamo piuttosto a come risolvere i problemi del lavoro, del welfare, delle banche, del terremoto. I voucher vanno ridotti".

'Serve un Ulivo 4.0 che sia un campo di idee largo'

E' possibile un nuovo Ulivo oggi? "L'Ulivo segnala una salda cultura costituzionale, democratica e una pluralità. E' chiaro che ci vuole un Ulivo 4.0, perché vent'anni fa si era nella fase crescente della globalizzazione in cui i diritti si estendevano, oggi invece siamo in una fase calante. Il PD comunque dovrebbe essere l'infrastruttura di questo nuovo Ulivo. Oggi l'agenda del mondo si chiama protezione, se non ce ne preoccupiamo da sinistra qualcuno lo farà da destra. Occorre preoccuparsi di estendere il welfare".

Renzi può essere il federatore di questo Ulivo 4.0 o sarebbe visto come uomo troppo di parte? "Sinceramente Renzi è un po' difficile che riesca a fare un'inversione a U rispetto a quanto fatto.

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L'area di centrosinistra non può riassumersi nel PD e viceversa. Il PD deve essere una struttura a servizio della creazione di un campo di idee. La destra nostra avversaria non è un partito ma un campo di idee. D'Alema invece ha sempre visto l'Ulivo come l'incontro tra diverse culture. Io vorrei una formazione politica che abbia come missione il sostegno a un'area plurale di gente che la pensa anche diversamente. Non ci può essere una persona che da sola risolve le cose. Chi sta oggi nel partito non basta, occorre che altre personalità anche della borghesia si mettano a disposizione".

Poi ha proseguito: "Una legge elettorale si può fare in 48 ore, magari con collegi piccoli e premio di governabilità. Via i capilista bloccati. Ma su questo tema chi è d'accordo? Se votiamo con questa legge elettorale ci mettiamo invece in una situazione di instabilità. Avere una Camera con il 70% di nominati sarebbe un'aberrazione". #Governo #Matteo Renzi