I magistrati romani che indagano sul caso #Consip presto ascolteranno il Governatore della Puglia, Michele #Emiliano, candidato alla Segreteria del PD. "Il Fatto Quotidiano" ha chiesto a Emiliano quali siano i rapporti con l'imprenditore di Scandicci, Carlo Russo, che secondo il NOE (Comando carabinieri per la tutela dell'ambiente), sperava di realizzare un affare immobiliare in Salento con #Tiziano Renzi e Alfredo Romeo. Intervistato Emiliano ha risposto che nel 2014, dopo poco la nomina di Renzi a Presidente del consiglio, "Carlo Russo insisteva per andare a trovarlo e non sapendo cosa fare, chiese a Lotti (Ministro dello Sport) che lo incoraggiò a vederlo.

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Russo disse di essere amico di Renzi e di tutti i suoi uomini di fiducia e comunque per un caso non riuscirono ad incontrarsi".

L'inchiesta Consip basata sui soldi distribuiti dall'imprenditore napoletano, Alfredo Romeo, per prendere appalti nella sua città e nella capitale, a ogni puntata trascina sul palcoscenico personaggi importanti delle istituzioni e della politica, tutti in un modo o nell'altro legati a Renzi. Prima il Comandante Generale dei carabinieri, Del Sette, poi il Comandante Saltalamacchia, poi il Ministro Lotti, quindi il padre di Renzi, per il quale si ipotizza il reato di "traffico di influenze illecite" assieme all'amico Carlo Russo.

Dopo aver comprato con 150 mila euro il Dirigente Consip, Marco Gasparri, che lo ha guidato nella formulazione dell'offerta per vincere un lotto della gara da 2 miliardi e 700 milioni di euro, Alfredo Romeo avrebbe sfruttato Russo per arrivare ai vertici della Consip.

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E per questi legami, il padre di Renzi, sarà ascoltato nell'interrogatorio programmato per il 3 marzo.

L'inchiesta Consip è stata bruciata da diverse fughe di notizie e quello che ha parlato di più è stato l'amministratore delegato di Consip, Luigi Marroni, messo li da Renzi e dal Governatore della Toscana, Rossi, affermando che per la super gara, "fu pressato da soggetti vicini a Renzi, affinché accontentasse una società (di cui si è riservato di non farne il nome), altrimenti sarebbe stato rimosso dall'incarico o non confermato".

Di tutta questa storia nel PD c'è il silenzio assoluto, soprattutto da parte dell'ex Segretario Matteo Renzi.