Scenderanno di nuovo in piazza sabato mattina, dopo le polemiche degli ultimi giorni, i militanti di #casapound Italia. L'appuntamento è alle ore 10 in via Sangallo per "chiedere che vengano istituiti bandi pubblici per l'assegnazione del Teatro del Lido e dell'occupazione Affabulazione". Perché prendersela con un teatro ed un centro sociale?

Il teatro gestito dalla sinistra (e da un ex consigliere di Sel)

La questione sollevata da CasaPound è tutta politica. "Il Teatro del Lido - dicono - è una struttura gestita a senso unico, dove vengono organizzate iniziative dal #Pd e dalla sinistra che sono riusciti a farsi assegnare e regolarizzare un luogo che avevano occupato abusivamente".

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Tra gli assunti a tempo indeterminato da Zetema, società del Comune di Roma, c'è infatti un ex consigliere di Sel del X Municipio. Assunto da un'amministrazione di centrodestra. "Hanno creato una rete di associazioni - sottolinea CasaPound - e fanno affari in modo trasversale. Il Comune di Roma voleva mettere giustamente a bando il teatro pubblico ma sembra già saltato fuori l'accordo con il M5S per continuare con l'attuale gestione. Affabulazione invece, è un centro che di sociale non ha proprio nulla ma che garantisce guadagni senza spese a chi lo gestisce da anni". Sembra infatti che addirittura le utenze siano a spese dei cittadini. Nel mirino anche bandi vinti e finanziamenti di "migliaia di euro per Capodanno o Carnevale elargiti sempre alle stesse associazioni".

Le mani sulle spiagge

Le accuse di CasaPound all'associazionismo di sinistra ad #ostia però partono da lontano.

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Il X Municipio è commissariato per mafia e proprio questo ha favorito ad esempio l'associazione antimafia Libera nell'assegnazione di alcune spiagge gestite con Uisp ed Unione Industriali. Parliamo ad esempio dell'ex Amanusa, gestita con delle irregolarità (venute a galla proprio da un'occupazione simbolica della spiaggia di CasaPound) e che Libera è stata costretta a riconsegnare. Questo episodio fece saltare i nervi al senatore del Pd Esposito, al presidente Orfini ed addirittura a Renzi, che lanciarono accuse a CasaPound. La gestione di un altro stabilimento, il Village, è tutt'oggi affidata tra gli altri a Libera. "Dietro a queste associazioni - spiega Cpi - ci sono sempre le stesse persone. Una di queste, non a caso, è la stessa che ha denunciato un'aggressione mai avvenuta da parte nostra. E' una ritorsione, vogliono crearci problemi giudiziari perché temono che eleggeremo consiglieri in municipio".

Gli incendi ed il commissariamento per mafia

Il municipio di Ostia è commissariato per mafia dopo l'arresto dell'ex presidente del Pd che faceva affari con le cooperative di Mafia Capitale.

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Da sinistra però viene spesso ribadita la presenza della malavita organizzata, che però poco c'entra con le cause del commissariamento. Strani incendi (mai chiariti e su cui ci sono ancora indagini), hanno favorito però la tesi del Pd. Un locale legato ad un ex consigliere del Pd poi chiuso per irregolarità (ad andare in fiamme in realtà fu la porta di casa della vicina), un'edicola legata alla sede del Pd (chiusa per morosità a Nuova Ostia) ed in ultimo un magazzino con al suo interno tra le altre cose alcune scenografie di un teatro, il Fara Nume, dove doveva svolgersi un'iniziativa antimafia. Molte ombre che in tutti i casi non hanno fatto esitare sulle responsabilità della malavita organizzata e che hanno dato vita ad eventi e titoloni sui giornali che hanno elevato il Pd di Ostia a partito simbolo dell'antimafia. L'ultimo caso in particolare è emblematico: per quasi tutti i media nazionali ad andare in fiamme è stato il teatro, in realtà intatto.

Vicende poco chiare che spesso hanno portato il Pd e CasaPound a scontrarsi nel silenzio degli altri partiti. Scontro che non sembra cessare: sabato CasaPound scende in piazza, mentre il Pd mercoledì prossimo organizza un evento proprio al teatro Fara Nume che doveva essere andato in fiamme. E ad Ostia si voterà, forse, in autunno.