Il drammatico caso di cronaca avvenuto a Lavagna, in provincia di Genova - dove un ragazzo di 16 anni, trovato con 10 grammi di hashsish, si è gettato dal balcone mentre era in corso una perquisizione degli uomini della GdF chiamati dalla madre - torna a far discutere sul tema della legalizzazione della #cannabis. A ripartire all’attacco dello status quo proibizionista ci prova, ancora una volta, Benedetto #Della Vedova, sottosegretario agli Esteri prima del governo Renzi e, ora, di quello Gentiloni. L’ex membro dei Radicali, noto per essere l’ispiratore dell’intergruppo parlamentare che ha presentato un disegno di legge in parlamento proprio per chiedere la legalizzazione dei derivati della cannabis, rilascia un’intervista agli ex compagni di Radio Radicale il 16 febbraio scorso.

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Quasi contemporaneamente, durante una conferenza stampa organizzata a Montecitorio, informa di aver scritto una lettera ai presidenti delle commissioni Giustizia e Affari Sociali della Camera, nonché ai capigruppo di Pd, Sinistra italiana e M5S, i tre movimenti politici che, più di tutti, hanno appoggiato la sua proposta.

Conferenza stampa alla Camera e intervista a Radio Radicale

Della Vedova, durante la conferenza stampa alla Camera del 16 febbraio (presente anche Pippo Civati), ricorda che il ddl sulla #legalizzazione della cannabis risulta “pendente” presso le succitate commissioni di Montecitorio ormai dal luglio del 2015. La proposta di legge, di fatto, “è stata parcheggiata su un binario morto”. Per questo rende noto di aver chiesto un incontro ai presidenti Donatella Ferranti e Mario Marazziti, e ai capigruppo Ettore Rosato, Arturo Scotto e Andrea Cecconi.

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Della Vedova si impegna a fare di tutto per arrivare ad una votazione in modo tale che, spiega, “le scelte politiche saranno chiare tra chi voterà a favore e chi contro, tra chi vuole la legalizzazione dei derivati della cannabis e chi intende invece mantenere l’attuale regime proibizionista che permette la cannabis criminale”. L’ex pannelliano ricorda, inoltre, che anche la Direzione nazionale antimafia ritiene utile sottrarre il mercato delle droghe leggere dalle mani della criminalità organizzata.

Dalle frequenze di Radio Radicale Della Vedova ribadisce il concetto. Il ddl sulla legalizzazione è rimasto nella “palude” anche a causa delle altre scadenze politiche come le elezioni amministrative, il referendum costituzionale e il cambio di governo. Ma adesso basta, “a questo punto questa comprensione e questa pazienza non ci sono più”, attacca il sottosegretario, almeno per rispetto ai milioni di italiani che avevano riposto molte speranze nell’iniziativa dell’intergruppo per la cannabis legale. “Non possiamo accettare che la cosa finisca così - incalza il solitamente placido Radicale - bisogna arrivare a un voto prima in commissione e poi in aula”.