Più di otto ore di interrogatorio e una rivelazione imprevista. Ci si aspettava che i giudici approfondissero con #Virginia Raggi solamente le accuse di falso e abuso di ufficio per le quali è indagata. La vicenda è ormai nota: la nomina alla direzione del dipartimento Turismo di Renato Marra, fratello di Raffaele, capo del personale a Roma. In particolare il falso deriverebbe dall’aver dichiarato alla responsabile anticorruzione del Comune Mariarosa Turchi, di aver agito in piena autonomia per la selezione, mentre l’abuso d’ufficio sarebbe dovuto al non aver rispettato le procedure, non effettuando un confronto tra i curriculum e permettendo a Marra di partecipare alla scelta del fratello.

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Invece a catalizzare l’attenzione dei magistrati è stata una polizza sulla vita sottoscritta a favore della sindaca di Roma da #salvatore romeo, ex capo della segreteria della Raggi.

Le polizze per la Raggi

Il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il pm Francesco Dall’Olio hanno voluto chiedere alla sindaca chiarimenti sulle polizze assicurative che Romeo le aveva “girato” – prima erano intestate alla sua ex compagna – nel gennaio del 2016 indicandola come nuovo beneficiario dei contratti da lui sottoscritti qualche tempo prima, con un investimento di 30 mila euro. Ci si riferisce quindi a un periodo precedente all’elezione della Raggi, quando il Movimento 5 Stelle era ancora impegnato nelle primarie per la scelta del candidato sindaco. I magistrati intendono capire il significato di queste strane operazioni che riguardano anche altri: ci sarebbero almeno quattro polizze con politici e attivisti del #M5S come destinatari, per un totale di 90mila euro.

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Va ricordato che all’epoca Romeo percepiva uno stipendio di 39 mila euro lordi l’anno. Ma, una volta che la Raggi è stata eletta, il suo compenso è passato a 110 mila euro l’anno, scesi a 93 dopo l’intervento dell’Anac di Raffaele Cantone.

Le possibili accuse

L’ipotesi di accusa potrebbe essere quindi quella di “scambio di utilità”, con le polizze utilizzate come se fossero una cauzione, una sorta di pegno, che doveva legare i destini della futura sindaca a quelli del funzionario capitolino, legato anche alla lotta della Raggi con Marcello De Vito per ottenere dalla base del M5S i voti nelle primarie del movimento. A spiegare ulteriormente le possibili implicazioni della vicenda è Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera: si sospetta che almeno una parte di quei soldi siano finanziamenti occulti al M5S, arrivati da chi aveva deciso di puntare tutto sulla giovane avvocatessa, prima facendole vincere le primarie e poi portandola a trionfare alle comunali. Quindi Romeo si sarebbe in realtà messo a disposizione di altri, fungendo da semplice prestanome.

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La reazione della Raggi

Se la sindaca, all’uscita dal lungo interrogatorio, dichiarava di non sapere nulla della polizza e di esserne sconvolta, dopo qualche ora sembra aver ritrovato il sorriso, nonostante la bufera. “Mi sento ancora nel movimento e non penso affatto alle dimissioni” ha dichiarato ai giornalisti, accogliendoli con una battuta: “Grillo al telefono mi ha detto che farà polizze per tutti”.