A distanza di venticinque anni dall'inchiesta di "Mani pulite" che lo ha reso noto in tutta Italia, Antonio Di Pietro intervistato ai microfoni di Radio Cusano Campus smentisce seccamente le voci secondo le quali all'epoca ci sarebbe stata la volontà di non "toccare" il PCI, rivelando dei particolari a dir poco sconcertanti. Secondo l'ex giudice le indagini si sarebbero fermate a causa di un'operazione portata avanti da rami deviati dei servizi segreti su ordine dei vertici dello stato dell'epoca. E non si tratterebbe di una ipotesi, ma di quanto avrebbe chiarito il Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica), ovvero l'organo parlamentare deputato al controllo dei servizi segreti.

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"Tangentopoli non si è mai fermata"

Secondo #di pietro dai tempi dell'inchiesta ad oggi, la tangentopoli non si sarebbe mai fermata, bensì ad essere interrotte sarebbero state le indagini di #mani pulite. L'ex giudice afferma che il pool era arrivato fino ai vertici di tutti i partiti, arrivando ai segretari amministrativi ed in alcuni casi anche i leader politici. In merito al PCI Di Pietro ricorda che l'inchiesta aveva coinvolto i due segretari amministrativi del che si erano avvicendati negli anni precedenti.

L'ex giudice sostiene di essere stato nel mirino di cosa nostra, con ben due pentiti di mafia che hanno raccontato che doveva essere tolto di mezzo. "Mi è andata bene che si siano limitati a delegittimarmi", sostiene Di Pietro, che affronta anche il caso dell'ex premier e leader socialista Bettino Craxi: "non è vero che è stato condannato perché non poteva non sapere.

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Craxi aveva confessato".

Di Pietro su temi di attualità

Nel corso dell'intervista l'ex leader dell'Italia dei Valori ha detto la sua anche su vicende di attualità, come il caso dello stadio della Roma, dove si dice non concorde con la linea dell'amministrazione pentastellata. Infine si sofferma sulle divisioni in casa Pd, ed in particolare su Michele Emiliano: "lo ho conosciuto quando facevo parte della magistratura, eravamo giudici nello stesso periodo. A livello personale lo voterei - sostiene Di Pietro - ma ci sarà da vedere con chi deciderà di associarsi. Comunque senza Emiliano la minoranza dem scissionista ha perso forza", conclude.