E pensare che fino a qualche settimana fa, aveva ben altra espressione impressa sul volto. Invece ora, è apparso sorridente e spensierato, il 'nuovo' Obama in versione relax. L'ex presidente Usa, come un 'pensionato' di lusso, si sta concedendo una lunga vacanza in un posto da paperoni, l'isola caraibica di Necker. Finalmente libero da impegni istituzionali, ha deciso di darsi allo sport.

Obama, 'torna bambino' e pratica sport estremo

Dopo due mandati presidenziali e otto anni (dal 2009 al 2017) di impegni quotidiani alla Casa Bianca da primo afroamericano nella storia Usa chiamato a ricoprire questo incarico, Obama si gode la vacanza caraibica, accompagnato dalla sua metà Michelle, ospite di Richard Branson, multimiliardario americano e fondatore del gruppo Virgin, casa discografica e compagnia aerea, ma anche proprietario dell'atollo nelle isole vergini britanniche ai Caraibi.

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I due hanno fatto una gara di kitesurf, sport estremo che dà la sensazione di volare grazie a una tavola che trainata da una vela, plana sulle onde. In un video postato su Instagram dal padrone di casa Branson, si vede la sfida dei due amici che si divertono a mare come fossero due turisti qualsiasi.

"È tornato bambino - ha commentato Branson - quando era presidente era circondato da uomini della sicurezza, ora può rilassarsi".

La gara è stata vinta da Obama che è riuscito a restare in piedi sulla tavola 100 metri prima di cadere in acqua, a differenza del suo sfidante, appena 50. Archiviata, almeno per il momento la politica, Obama non si cura delle polemiche che infiammano gli Usa per i decreti del suo successore, né dello smantellamento delle sue riforme e non ha più alcuna preoccupazione: neanche di potersi eventualmente far male praticando sport estremi che per 8 anni gli sono stati interdetti.

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Trump, ai ferri corti con la stampa 'disonesta'

Rilassato invece, al contrario di Obama, il neo 'commander in chief', #Donald Trump non lo è affatto: come se non bastassero le manifestazioni e proteste in tutto il Paese contro il suo 'muslim ban', il bando che respinge immigrati provenienti da 7 paesi musulmani e rifugiati siriani, e la guerra a colpi di ricorsi, contro ricorsi e sospensioni da parte di corti federali d'Appello del suo decreto restrittivo, deve vedersela anche con la "stampa disonesta", a cominciare dai fatti di risonanza mondiale: "Siamo arrivati al punto in cui nemmeno vengono riportati gli attentati terroristici che avvengono in Europa. In molti casi la stampa disonesta nemmeno vuole raccontarli per interessi propri", ha tuonato Trump, facendo pubblicare una lista di 78 attentati che sarebbero stati poco trattati dai media.

Per poi passare ai 'fatti di casa sua': una nuova polemica è scoppiata con il New York Times per via di un fantomatico #accappatoio.

In guerra con il New York Times per un accappatoio

La guerra di Trump con la stampa, assume connotati più frivoli che politici, se non comici, nel caso dell'ultima polemica con il quotidiano liberal New York Times, considerato dal presidente il più scorretto e disonesto tra gli organi d'informazione.

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Il giornale ha pubblicato un articolo in cui si riferisce della presunta abitudine del neoinquilino della Casa Bianca di ritirarsi ogni giorno verso le 18 e 30, esauriti gli impegni istituzionali, nell'ala privata della residenza e indossare un accappatoio.

L'articolo riferisce anche che il nuovo staff presidenziale avrebbe difficoltà a 'prendere confidenza' con l'edificio: problemi a far funzionare interruttori o a trovare l'uscita. Immediata è stata la smentita del portavoce di Trump, Spicer: "Non credo che il presidente abbia un accappatoio e di certo non lo indosserà". Ma la smentita ha provocato reazioni sarcastiche sui social dove sono comparse foto di un giovane Trump in accapatoio.

Finché a chiudere la questione non è arrivato l'immancabile Twitter presidenziale: "Il fallimentare New York Times scrive fiction totali su di me. Si sono sbagliati per due anni e ora si inventano storie e fonti".

#Obama kitesurf