La voce circolava nell'aria da qualche settimana. Don Franco #de donno, parroco della chiesa di Santa Monica di #ostia e responsabile della Caritas, si candida alle elezioni del X Municipio commissariato per mafia. La conferma è arrivata dallo stesso De Donno ai microfoni di Radio Idrosqalo, un'emittente locale che trasmette sul web.

Le riunioni nei locali della chiesa

Una prima assemblea pubblica sulla candidatura del parroco si è tenuta domenica scorsa proprio nei locali della chiesa di Ostia. E già l'utilizzo politico di un luogo di culto potrebbe scatenare non poche polemiche, ma non è la prima volta. Due settimane fa, per le strade di Ostia, sfilarono in un corteo che contestava la fiaccolata in onore delle vittime delle foibe (gli italiani massacrati nel secondo dopoguerra dai partigiani slavi), il Pd, Sinistra Italiana ed i centri sociali romani.

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Tra gli organizzatori della manifestazione politica c'era anche la onlus 'L'alternativa', una delle tante associazioni che sul territorio fanno riferimento a De Donno, e l'organizzazione avvenne anch'essa nei locali di Santa Monica. Fu un corteo per lanciare la candidatura del parroco?

L'attacco di CasaPound

Ad organizzare la fiaccolata in ricordo della tragedia delle foibe è stata #casapound, che denunciò l'uso dei locali della chiesa e che non ha preso per niente bene la candidatura di don Franco. "Abbiamo fatto preparare dai nostri avvocati - ha annunciato Carlotta Chiaraluce, portavoce del movimento ad Ostia - una lettera che invieremo al Vicariato. Non ci stupisce che De Donno scenda in politica perché ha fatto sempre un utilizzo politico della sua carica e le sue idee sono chiare a tutti.

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Non solo per l'utilizzo dei locali di Santa Monica, ma per gli aiuti della Caritas destinati soltanto a rom e immigrati e per le campagne elettorali a sostegno dei candidati del Pd. Sono noti i suoi progetti a favore di villaggi-rom sostenuti da Pd e Sel. Arrivò perfino a rifiutarsi di benedire la targa di Alberto Giaquinto, militante del Msi ucciso negli anni '70. Un gesto ignobile per un parroco. Al Vicariato chiederemo che don Franco rinunci al suo incarico religioso da subito e che i luoghi di culto rimangano tali". Effettivamente il codice di diritto canonico parla chiaro specificando il "divieto ai chierici di assumere uffici pubblici" e "di essere parte attiva nei partiti politici".

Qualche altra ombra sulla sua figura

Insieme ad associazioni e partiti di sinistra, Don Franco si oppose anni fa allo sgombero di un insediamento abusivo di rom nella pineta delle Acque Rosse ad Ostia. Il suo attivismo politico sembra essere ben ricompensato. Don Franco usufruisce dei locali pubblici dell'ex colonia Vittorio Emanuele, assegnati alla Caritas.

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Un'area limitrofa di molti mq quadri, dopo la chiusura di una scuola elementare che successivamente andò in fiamme, sembra essere stata anch'essa assegnata alla Caritas. Non dopo una spesa pubblica di 900mila euro che servirono per bonificare l'area dall'amianto. Ad ordinare l'operazione e l'assegnazione diretta fu l'ex presidente del X Municipio del Pd Andrea Tassone, poi arrestato perché in affari con le cooperative di Mafia Capitale. Un'altra associazione legata a De Donno, chiamata 'Volare', sembra aver chiesto un finanziamento di 28.000 euro a favore dell'ex segretaria della sede del Pd di Nuova Ostia (chiusa per morosità), per i danni ambientali di un incendio (presunto doloso) alla sua edicola, che fece danni irrisori e per cui le indagini sono ancora in corso. La richiesta, stando ad un esposto presentato in municipio, sarebbe stata al fondo FAI. La rete di Don Franco inoltre, costruita negli anni, riguarderebbe molte associazioni sul territorio di Ostia: perfino la Croce Rossa e Libera (che gestì spiagge in modo irregolare).

Non è chiaro se quella di don Franco sia solo una provocazione o una strategia del Pd ma il parroco sembra fare sul serio. Intanto i cittadini di Ostia aspettano le elezioni, che potrebbero tenersi in autunno.