La corsa alla leadership del #Partito Democratico si è appena arricchita con un nuovo candidato. Il Ministro della Giustizia Andrea #Orlando ha reso nota la propria candidatura alla segreteria del PD. Ad annunciarlo è stato lo stesso ministro, oggi 23 febbraio, a margine di un evento a Ostia. Orlando è il terzo candidato in ordine di tempo, dopo che nei giorni scorsi si erano già fatti avanti Michele Emiliano e naturalmente l'ex premier Matteo Renzi.

Una candidatura che era nell'aria

La candidatura del guardasigilli era nell'aria ormai da un po' di giorni e così lo stesso ministro ha voluto fare chiarezza sulle voci che si susseguivano, dichiarando a margine dell'evento di Ostia: "Basta con la politica della prepotenza...dentro il #Pd ci deve essere anche il rosso, ma noi dobbiamo rifare il Pd che abbiamo sognato dieci anni fa".

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La candidatura verrà ufficializzata oggi alle 18 al circolo Marconi in via Eugenio Barsanti 25, a Roma. Diverse le reazioni degli altri due candidati, Emiliano intervenendo durante la trasmissione "l'aria che tira" ha commentato dicendo: "Spero che, come me, lotti per un cambiamento del partito", mentre Matteo Renzi intercettato durante il suo viaggio negli USA, ha preferito glissare sull'argomento invitando tutti a guardare avanti visto che dopo il referendum sembra tutto bloccato.

Intanto infuria il dibattito sulla data del Congresso

Mentre, come detto, è arrivato a 3 il numero dei candidati per la presidenza Pd, non accennano a placarsi le polemica sulla possibile data in cui si terrà il decisivo Congresso. Proprio oggi Sandra Zampa ha chiesto al presidente del partito Matteo Orfini di farsi portavoce di tutte le anime del Pd ed evitare che i renziani accelerino ulteriormente fissando la data delle primarie al 9 aprile.

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Questa ipotesi, presentata ieri dal vicesegretario Lorenzo Guerini, era stata interpretata da molti come un intenzione da parte di Renzi di provare un ultimo tentativo per votare entro giugno. È bene ricordare infatti che per un eventuale voto nel mese di giugno le Camere andrebbero sciolte al più tardi entro il 25 aprile.