Dopo mesi di tira e molla, e al termine di una giornata convulsa, quella di ieri 22 febbraio, passata in Campidoglio per incontrare Virginia Raggi, Beppe #GRILLO si decide finalmente a fare chiarezza circa la posizione del M5S sulla costruzione del nuovo #stadio della Roma. “Lo stadio della Roma è meglio farlo altrove, non a #Tor di Valle, dichiara di fronte ai pochi giornalisti rimasti di fronte all’ingresso dell’Hotel Forum, sua base romana situata ai Fori Imperiali, quando sulla Capitale è già calato il tramonto. Una scossa che mette a rischio i futuri incontri già programmati tra la società giallorossa del presidente James Pallotta, il costruttore Luca Parnasi, che rilasciano immediate dichiarazioni inferocite, e i vertici di Roma Capitale.

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Grillo, in pratica, ha dato voce a quello che pensa la stragrande maggioranza della base pentastellata: quella immensa colata di cemento non s’ha da fare, né nell’area a rischio idrogeologico di Tor di Valle e, forse, nemmeno da un’altra parte.

Grillo spiega i motivi della chiusura

Dunque, secondo Grillo, “nessuno del M5S è contrario all’impianto”. Però, aggiunge, “noi diciamo di sì allo stadio, ma da qualche altra parte che non sia quella, perché c’è un rischio idrogeologico e se poi c’è un’esondazione”, sarebbe meglio individuare un altro sito, “una zona non a rischio” che sarà compito di sindaco e giunta indicare. Parole ragionevoli che, però, farebbero calare il sipario sul progetto stadio di Tor di Valle, facendo passare almeno altri due anni tra progetti, delibere e votazioni.

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Se poi si tiene conto anche della recente richiesta di vincolo culturale avanzata dalla Soprintendenza sull’area dell’ex ippodromo e il parere negativo dell’avvocatura del Comune sulla delibera-stadio approvata nel 2014 dalla giunta di Ignazio Marino, ecco che il blocco del progetto della AS Roma è servito.

Il tweet di Pallotta

Si spiega così la rabbia e la stizza che hanno caratterizzato le risposte del duo Pallotta-Parnasi. “Dopo cinque anni di lavoro su un progetto in stato avanzato di approvazione - dichiara il costruttore romano - non è in alcun modo ipotizzabile un sito alternativo a quello di Tor di Valle perché - conclude - l’area è sicura”. Più istituzionale, almeno nella sua prima parte, la reazione di Pallotta su twitter. “Ci aspettiamo un esito positivo dall’incontro con il Comune previsto per venerdì”, prova a mediare il presidente giallorosso. Dopo la carota, però, il business man a stelle e strisce non resiste alla tentazione di usare il bastone quando parla di “catastrofe anche per i futuri investimenti in Italia”. Una minaccia nemmeno troppo velata di mollare la proprietà della Roma?