Lo scorso settembre, la sindaca Raggi l'ha nominata delegata del Campidoglio ai rapporti con i municipi ed in particolare con quello di #ostia, commissariato per mafia. Parliamo di Giuliana #di pillo. Il suo compito dovrebbe essere quello di fare da raccordo tra la giunta capitolina del M5S e la commissione prefettizia che amministra il X Municipio. Il suo stipendio da 40.000 l'anno creò da subito delle polemiche che furono rispedite al mittente con quella che è ormai una frase classica dei pentastellati: lasciatela lavorare. Oggi, a cinque mesi dalla sua nomina, i tempi dovrebbero essere maturi per un primo bilancio.

Già consigliera con l'ex presidente Tassone arrestato

Chiedendo ai cittadini del X Municipio ci si accorge subito che in pochissimi la conoscono e quei pochi che sono a conoscenza del suo ruolo (che vale migliaia di euro) non giudicano bene il suo lavoro fin qui.

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Anzi, la definiscono un "fantasma" che né si confronta con i cittadini, né è presente sul territorio. Eppure la Di Pillo è stata consigliera fino al commissariamento per mafia del municipio allora amministrato da Andrea Tassone del Pd, ex presidente arrestato perché in affari con le cooperative di Mafia Capitale. Giuliana Di Pillo sedeva nel parlamentino lidense insieme ad altri due consiglieri del M5S, tra cui Paolo Ferrara, eletto al Comune di Roma ed oggi capogruppo dei grillini all'Assemblea Capitolina e lanciatissimo verso il Parlamento. Con i voti di un municipio commissariato per mafia in cui era consigliere, e già questo potrebbe destare molte polemiche, se si pensa che sia stato invece impedito ai cittadini di votare per il municipio. Cosa che gli stessi stanno chiedendo a gran voce nell'indifferenza e nel silenzio del M5S.

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La cosa che sorprende di più è però che nessuno degli ex consiglieri pentastellati, Di Pillo e Ferrara compresi, si sia accorto per tempo dei bandi, degli appalti e degli affari del Pd. I consiglieri infatti hanno accesso diretto a tutti gli atti e c'è da dire che quantomeno sono stati distratti, sempre che non si voglia pensar male.

Per cosa la paghiamo?

A parte ad aver presieduto a tavoli e presentazioni istituzionali a braccetto con il commissario prefettizio Domenico Vulpiani, la sua linea politica sembra essere molto vicina al Pd ed alla sinistra. L'unico impegno che sembra aver assunto (anche a giudicare dai social network) è la riapertura di una sala della biblioteca Sandro Onofri di Acilia, richiesta avanzata proprio dai giovani del Pd, che ha incontrato più volte. Come non ha perso tempo nel mettersi a disposizione degli operatori del Teatro del Lido (tra cui un'ex consigliere di Sel e suo ex collega in municipio) e nel rassicurarli che la struttura pubblica non verrà messa a bando come paventato dalla giunta Raggi ma resterà nelle loro mani.

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Ignorate completamente invece le 10 domande sui problemi del territorio che #casapound, facendosi portavoce dei cittadini, le aveva posto pubblicamente. Forse perché alcune di queste domande toccavano proprio questioni come quella del Teatro del Lido?

Candidata presidente per il M5S

Senza dubbio la Di Pillo è la più probabile candidata presidente del M5S alla guida del X Municipio. Non solo. Il prossimo settembre scadrà il commissariamento per mafia, già prorogato di altri sei mesi, e la delegata potrebbe avere il ruolo di traghettare la barca fino alle prossime elezioni che dovrebbero svolgersi in autunno ma che potrebbero slittare fino alla primavera del 2018. Un'occasione più unica che rara di mettersi in mostra e di partire in vantaggio sugli altri per quella che si prospetta una campagna elettorale molto tesa.