Oggi, 9 febbraio, gli uomini della Guardia di Finanza di Milano sono andati a Palazzo Marino, sede del comune, dove c'è il sindaco Sala, ma anche a Palazzo di Giustizia e non per caso.

Sui monitor del Palazzo di Giustizia di Milano si vedono sempre le stesse immagini da tre anni. Monitor mai entrati in funzione. Si tratta di test, simulazioni, sia il calendari con nomi di giudici e udienze fissate, sia la scritta "udienza facile". Se n'era accorto, qualche giorno fa, anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, di passaggio in tribunale, per essere ascoltato come testimone, nel processo contro il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, che parlando a margine con i cronisti, si era chiesto che cosa significassero quelle scritte sui monitor.

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E poi si era ricordato che si trattava dell'appalto chiesto dall'allora Presidente del Tribunale, Livia Pomodoro, in concomitanza per #Expo, per informatizzare la giustizia e fare orientare la gente nel palazzo sostituendo i tradizionali fogli di carta sulle porte delle aule.

173 schermi acquistati insieme ad altre forniture EXPO per la giustizia, per un valore di 1 milione di euro, adesso all'attenzione del nucleo anticorruzione della Guardia di Finanza di Roma, che su delega dell'Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) di Cantone, stamattina ha acquisito altre informazioni al Palazzo Marino sulle gare d'appalto relative ai 16 milioni di euro di fondi EXPO, stanziati e già spesi dal Tribunale di Milano.

Gli accertamenti erano partiti da una segnalazione della Corte di Appello della Procura Generale di Milano.

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Soldi erogati attraverso il Ministero della giustizia e il Comune di Milano e gestiti da Palazzo Marino appunto, su un protocollo d'intesa, il cosiddetto: "Tavolo giustizia per Milano". Firmato nel 2009 a cui seguì un piano di finanziamento formalizzato con due delibere: una della giunta Moratti del 2010 e l'altra della giunta Pisapia l'anno dopo.

Gli uomini della Guardia di Finanza devono adesso ricostruire passo dopo passo l'affidamento degli appalti e verificare in che modo sono stati spesi i 16 milioni di euro stanziati, poi sarà l'#anac di Raffaele #cantone a procedere per gli accertamenti amministrativi. Sulla vicenda è intervenuto nel pomeriggio il Governatore della Lombardia, Roberto Maroni, che su Facebook ha scritto di essere processato "per un viaggio mai fatto", mentre nella circostanza si parla di uno spreco di 16 milioni di soldi pubblici spesi per monitor inutilizzabili.