Come un treno in corsa. Difficile da fermare. Donald #Trump non ha perso tempo e continua la sua campagna contro l'#immigrazione con nuovi decreti pronti a far discutere tutto il mondo Occidentale. Dopo il Muslim Ban, il Presidente degli Stati Uniti d'America continua ad intraprendere quel percorso intrapreso in campagna elettorale e per cui è stato tanto criticato, ma che secondo recenti sondaggi trova l'approvazione di almeno il 52% della popolazione americana. Una situazione pronta ad implodere da un momento all'altro, questioni che possono far ripiombare il mondo in uno stato di calma apparente, preludio di una tempesta che potrebbe spazzare via gli equilibri mondiali.

Si parla proprio di equilibri in questo caso, non per abusare di un termine in particolare: i focolai interni di molte zone orientali che interessano da vicino anche gli States, possono divampare da un momento all'altro. E questo potrebbe diventare un problema difficilmente contenibile.

Espulsi tutti i clandestini, Trump non si ferma

La situazione negli Stati Uniti sta pian piano diventando insostenibile. Il nuovo Presidente ha inasprito le sanzioni per i clandestini illegali: chi è senza documenti regolari viene espulso direttamente. Una linea dura, che potrebbe essere accolta positivamente dalla popolazione e dall'opinione pubblica, in quanto si va ovviamente a fare forza su una situazione di illegalità. La considerazione che però dovrebbe essere fatta è molto banale, ma quasi mai presa in esame: e se i documenti ritardassero appositamente? E se qualcuno (anche non vicino al Presidente degli Stati Uniti) coglierà la palla al balzo e cercherà di approfittarsene?

Non è difficile immaginare il caos che si potrebbe creare in un medio-lungo periodo. Sono domande che possono essere interpretate come un'idea di dissenso rispetto alla linea intrapresa da Donald Trump, ma purtroppo il tema dell' immigrazione non è semplice da affrontare e nemmeno da gestire. Troppe situazioni delicate, troppa carne al fuoco.

Le proteste continuano, i poliziotti aumentano

Il Muslim Ban è ovviamente in fase di revisione, dopo la bocciatura dei giudici, ma ovviamente le azioni del Presidente Trump non passano inosservate. Proteste tra i cittadini, catene umane contro il muro. Sono troppi gli immigrati negli Stati Uniti, sono tante anche le storie personali che si sono sviluppate intorno all'immigrazione. "La sicurezza è in pericolo", risponde Trump. Bisogna prendere provvedimenti, su questo non discutiamo. Ma il modo in cui tutto questo sta avvenendo, può davvero creare un collasso della politica estera.

Tanti sono gli immigrati provenienti dai Paesi Musulmani, tanti sono i rapporti diplomatici tra USA e Medio Oriente. Tanti sono gli equilibri. E l'eco delle decisioni di Trump si espande in maniera quasi immediata, portando tanti altri personaggi di spicco della politica europea ad intraprendere questa linea. Ed è per questo che l'atteggiamento di Trump può avere forti ripercussioni in Europa, investita dal flusso migratorio. Negli USA aumentano i poliziotti e i controlli, in Europa aumenta quel coro che si muove dal popolo contro lo straniero. Quella paura di una cultura diversa (in questi anni apparentemente più vicina), mai lontana come oggi. E se adesso non ci accorgeremo di nulla, tra poco capiremo che queste situazioni non fanno altro che alimentare focolai e situazioni ormai insabbiate dal tempo e dalla storia.

E se la storia è una ruota che gira, attenzione al vento che si crea con questo moto di rotazione. Perché dal momento che cambierà, sarà difficile spegnere quel fuoco e quell' odio che stanno aumentando pian piano.