Alle elezioni Comunali di #Palermo, che si terranno il prossimo 11 giugno, il Partito Democratico a trazione renziana e la neonata Alleanza Popolare di Angelino Alfano, nata dalle ceneri di Ncd, si fonderanno in un unico simbolo per sostenere la corsa del sindaco Leoluca Orlando verso il suo quinto mandato. La nuova formazione politica si chiamerà #Democratici e Popolari. Lo stemma sotto cui correranno alfaniani e piddini conterrà entrambi i vecchi simboli: in alto la ‘D’ di Democratici, uguale a quella del marchio #Pd (ma senza la ‘P’), in basso la scritta ‘Popolari’ in blu e quattro stelle gialle che dovrebbero richiamare l’Europa. Oltre ad un Orlando ‘innamorato’ del nuovo esperimento politico, il sindaco di Palermo, c’è però anche un Orlando ‘furioso’.

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Si tratta di Andrea, il ministro della Giustizia che sfiderà Matteo Renzi nelle primarie Pd del prossimo 30 aprile. Anche Alessandro Di Battista del M5S pubblica la foto del nuovo simbolo e con un su Facebook stronca la nuova alleanza Renzi-Alfano. E si parla già di una candidatura a governatore di Alfano alle regionali dell’ottobre prossimo sotto le nuove insegne in tandem col Pd.

Le parole di Andrea Orlando e Di Battista

“Pd senza simbolo e in un listone con Alfano alle amministrative a Palermo? Questo è il segno di un partito prostrato - ha dichiarato a denti stretti il Guardasigilli - un partito prostrato non è in grado di svolgere protagonismo politico”. Orlando garantisce che, se sarà eletto segretario Dem, il simbolo del Pd sarà sempre presente nei capoluoghi di provincia e interpreta questa mossa dei renziani come “il segno di una crisi politica forte”.

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“Dal giorno in cui siamo entrati il PD ha pensato esclusivamente a come salvare se stesso non a come salvare gli italiani in difficoltà - scrive invece Di Battista sulla sua pagina Fb - ci hanno detto che il governo con Alfano era una dura necessità perché al Paese servivano le riforme. E oggi, per l'ennesima volta, si smascherano”. Secondo il ‘Che Guevara’ grillino renziani ed alfaniani “scendono a compromessi con la coscienza, con ‘portatori di voti’ e faranno sempre di più”.

Critiche a parte, fatto sta che a Palermo anche la sinistra-sinistra rappresentata da Rifondazione Comunista parteciperà all’ammucchiata elettorale con i Democratici e Popolari. “Una grande coalizione moderata e riformista, in grado di fermare l’avanzata dei grillini o la restaurazione del centrodestra”, la definisce con ottimistica enfasi il segretario provinciale Dem di Palermo, Carmelo Miceli. Anche il sottosegretario alla Salute Davide Faraone, plenipotenziario renziano in Trinacria, parla di “modello politico moderno e innovativo”. Ma, mentre Matteo Orfini benedice l’esperimento, il vicesegretario Dem, Lorenzo Guerini, prova a mettere un freno per arginare l’ennesima emorragia di voti a sinistra.