Tra rinvii e polemiche la legge sul testamento biologico continua a galleggiare in quel limbo che spesso si dimostra essere il Parlamento italiano. La triste vicenda di DJ Fabo ha riacceso i riflettori su una materia che appare ancora troppo delicata per essere trattata con la premura richiesta da molti.

Il biotestamento non prevede l'eutanasia

In realtà, la morte di Fabiano Antoniani [VIDEO]poco c'entra con la proposta di legge ferma alla Camera: nel testo sul fine vita, infatti, non si fa assolutamente riferimento all'#eutanasia. #biotestamento e suicidio assistito sono due pratiche completamente diverse. Lo testimoniano gli ordinamenti di Belgio, Olanda, Lussemburgo e Svizzera; in cui oltre all'eutanasia il legislatore ha provveduto a disciplinare il testamento biologico, trattando le due materie come realtà compatibili, ma indipendenti tra di loro.

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I punti principali della legge

La legge sulla disposizione anticipata di trattamento prevede 14 articoli. Analizziamo nello specifico gli aspetti salienti che prevede la proposta in esame. #DAT

  • Nel primo articolo vengono descritte le finalità della legge: in particolare si spiega come sia necessario "consentire ad ogni persona maggiore di diciotto anni di esercitare il proprio diritto ad accettare, interrompere o rinunciare a qualsiasi trattamento sanitario". Nello specifico si fa riferimento all'articolo 32 della Costituzione in cui si legge: "Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana".
  • Qualora il disponente non abbia raggiunto il diciottesimo anno di età, il consenso al rifiuto del trattamento sanitario sarà esercitato dai titolari della responsabilità genitoriale.
  • Altro punto fondamentale lo troviamo all'articolo 3, dove si fa riferimento al diritto di "conoscere i dati sanitari". L'individuo deve essere informato da parte del medico, in modo completo e comprensibile sulle sue condizioni di salute.
  • L'articolo 4 entra nel merito della disposizione anticipata di trattamento, consentendo al disponente di "poter rifiutare qualsiasi forma di rianimazione o di continuazione dell'esistenza dipendente da apparecchiature, di non essere sottoposto all'alimentazione e all'idratazione artificiale, di usufruire di cure palliative".
  • Per ciò che concerne l'efficacia della disposizione anticipata di trattamento, la legge prevede come questa si manifesti "nel momento in cui intervenga lo stato d'incapacità d'intendere e di volere o la perdita della facoltà di comunicare autonomamente del disponente".
  • La proposta di legge, infine, prevede che la disposizione anticipata di trattamento "possa essere modificata o revocata in qualsiasi momento".