Nella giornata d'oggi, la Brexit avrà ufficialmente inizio. Infatti, questa mattina, la premier inglese Theresa May ha inviato al proprio ambasciatore Tim Barrow la lettera da consegnare al Consiglio Europeo, come annunciato dallo stesso presidente del Consiglio, Donald Tusk.

Una giornata storica che avvia un lungo processo di negoziazione tra la Gran Bretagna e la UE per determinare quali saranno i termini dell'uscita del paese dall'Unione Europea. Se sarà una cosiddetta "Soft Exit" o "Hard Exit".

Ecco di seguito il tweet di Donald Tusk sulla lettera che gli verrà invita dalla premier inglese:

I punti cruciali del negoziato tra UE e Gran Bretagna

Il referendum dello scorsa estate ha sancito la volontà del popolo britannico di uscire dalla Gran Bretagna.

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Ai tempi, però, non erano molto noti tra la popolazione quali potessero essere effettivamente i costi e i benefici.

Per quanto riguarda la moneta unica non c'è alcun tipo di discussione visto che la Gran Bretagna non ha aderito all'UEM (Unione Economica e Monetaria) scegliendo quindi di tenere la propria moneta, la sterlina. I principali nodi della negoziazione saranno invece il mercato unico, ovvero che tipo di accordo commerciale la Gran Bretagna avrà con la UE. Ciò implica quali tipi di dazi doganali verranno applicati ai prodotti inglesi. Allo stesso tempo, un altro tema importante sarà la libera circolazione delle persone, come prevista dai trattati europei, che con la ##Brexit subirà sicuramente un cambiamento. Il risultato dell'accordo avrà anche effetti sulla sterlina che subirà quasi sicuramente una svalutazione per rendere competitivi e appetibili i prodotti inglesi.

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Questi elementi potranno essere più chiari solamente dopo che sarà il quadro generale dell'accordo finale.

La Scozia vuole un nuovo referendum

Oltre all'accordo con la UE, la Gran Bretagna deve far fronte alla volontà della Scozia di indire un nuovo referendum per la fine del prossimo anno. Infatti, il parlamento scozzese ha approvato con una larga maggioranza la richiesta della PM, Sturgeon, di richiedere una nuova consultazione popolare. Infatti, la Scozia, nel referendum dello scorso anno, ha manifestato con circa il 60% dei voti, la propria volontà di rimanere all'interno dell'Unione Europea.