Marco Gasparri, dirigente Consip, in procura ha dichiarato di aver intascato circa 100.000 euro di mazzette in tre anni da parte dell'imprenditore Alfredo Romeo. Romeo è stato arrestato con l'accusa di corruzione. Questo è quanto dichiarato da Gasparri: "Ho detto a Romeo quali chiarimenti doveva fornire in merito all'offerta tecnica mantenendo un utile di impresa almeno del 10%...Ho ricevuto, in almeno tre occasioni, ulteriori tranche di 5.000 euro da Romeo...fino alla fine del 2014, e cioè fino a quando sono stato nominato direttore...". Il dirigente ha anche affermato che Romeo gli aveva detto di essere intervenuto sui vertici della #Consip, per mezzo della politica.

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Gli appoggi di Romeo

A detta dei suoi difensori, Romeo si sentiva "emarginato" ed era convinto che altre società avrebbero avuto la meglio su di lui. Perciò, presentò un esposto all'Anac, l'autorità anticorruzione di Raffaele Cantone. Secondo Gasparri, Romeo si sentiva vittima di un complotto in Consip che, secondo lui, stava favorendo un'altra società, la Cofely, capogruppo di un insieme di imprese di cui faceva parte anche un imprenditore legato al parlamentare Denis Verdini. Ad ammettere il tutto è stato l'amministratore delegato di Consip Luigi Marroni, che ha svelato ai pm di aver ricevuto delle pressioni per favorire Romeo. Marroni ha parlato di un incontro avuto con Tiziano Renzi, padre dell'ex Premier #Matteo Renzi. Ecco quanto dichiarato: "Voleva chiedermi di ricevere un suo amico imprenditore a nome Carlo Russo che voleva partecipare a delle gare d'appalto indette da Consip; Tiziano Renzi mi chiese di fare il possibile..." e continua "Russo, mi disse che questo affare non interessava solo lui ma vi erano gli interessi di Verdini...".

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L'ad tira fuori il nome di Filippo Vannoni, presidente di Publiacqua ed amico di Matteo Renzi che gli disse di stare attento a Consip. Vannoni ha anche detto ai magistrati che il ministro dello sport Luca Lotti gli avvertì dell'esistenza dell'indagine su Consip.

Alberto Bianchi, il "baccalà"

Nell'informativa sul caso Consip è prensente un passaggio riguardante Alberto Bianchi, 64 anni, definito da Romeo il "baccalà". Chi è Alberto Bianchi? Lo chiamano "l'avvocato" è il presidente della fondazione Open, che raccoglie i finanziamenti che arrivano all'ex Premier. Bianchi è il consulente esterno di Consip e dal 2014 fa parte del consiglio d'amministrazione Enel. Il padre di Alberto Bianchi, Angiolo fu presidente della Cassa di Risparmio di Pistoia. "L'avvocato" ha conosciuto Renzi, grazie all'amico Marco Carrai dando vita ad una grande amicizia. In poco tempo, Alberto Bianchi diviene uno degli uomini più corteggiani dagli imprenditori italiani che vogliono stringere legami solidi con il potere. #Cronaca