Con la scissione del Partito Democratico l’universo del Centrosinistra è tornato a caratterizzarsi per la sua schizofrenica frammentazione. Eppure, paradossalmente, l’intero blocco sembra destinato a ritrovarsi per affrontare le prossime elezioni politiche a braccetto. Questo perché con la clamorosa bocciatura delle Riforme Costituzionali e lo stop della Consulta all’Italicum, l’ipotesi di un ritorno al proporzionale (con il premio di maggioranza alla coalizione) appare scontato. Servirà dunque un amalgama forzato tra le forze in gioco, un ponte solido che riesca a congiungere partiti e Movimenti in perenne conflitto tra loro. Questo compito ingrato potrebbe essere affidato a #Giuliano Pisapia: l’ex sindaco di Milano l’11 marzo terrà a battesimo al Teatro Brancaccio di Roma il suo Campo Progressista.

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Un nuovo partito che punta a raccogliere l’elettorato deluso del #Pd ma anche del Movimento5Stelle. Il Manifesto programmatico è stato già presentato Milano e ha raccolto consensi sì importanti, ma soprattutto strategici.

A Sinistra del PD

A dispetto dell’esito del Congresso e delle Primarie, il PD avrà comunque bisogno di un alleato importante per convogliare l’elettorato più a Sinistra. L’addio degli scissionisti, infatti, ha lasciato un vuoto (non maggioritario ma comunque importante) apparentemente incolmabile. Pisapia ha già teso la mano ai democratici ma non ha detto sì a un apparentamento senza condizioni. Molto dipenderà da quelle che saranno le idee programmatiche del futuro segretario. L’ex sindaco di Milano, in un’intervista a Il Corriere della Sera, ha fissato dei paletti in tal senso: “Occorre una svolta a Sinistra del PD, una forte discontinuità con una stagione in cui i democratici erano costretti ad accordi con Alfano e anche con Berlusconi”.

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Un messaggio diretto in particolare a #Matteo Renzi che solo a parole ha garantito l’addio alla stagione delle larghe intese. Differente è il discorso per gli altri due candidati al Congresso: Michele Emiliano e Andrea Orlando hanno orientato la loro proposta per un Centrosinistra vero, comprensivo dei Democratici e Progressisti.

Lavori in corso

Dopo aver ratificato la separazione dal PD e la nascita dei nuovi gruppi alla Camera e al Senato, il primo atto ufficiale dei DP è stato ribadire la fiducia (non scontata) al governo Gentiloni. Lo spazio che separa dal termine della legislatura servirà per programmare il futuro. I sondaggi non sorridono oggi al Movimento di Enrico Rossi, Roberto Speranza e Arturo Scotto, che puntano a siglare un’intesa con le altre forze di Sinistra distanti dal PD di Renzi. Tra queste potrebbe esserci anche Campo Progressista di Pisapia anche se permangono molti dubbi in merito. L’ex sindaco di Milano resta un tema scottante e divisivo tra gli scissionisti. Rossi lo considera una potenziale stampella del PD, Scotto un interlocutore naturale tra i progressisti.

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Ciò che è certo è che molti esponenti DP parteciperanno al battesimo romano di Campo Progressista. Tra questi Speranza: “Guardiamo con grande interesse all’esperienza di Pisapia e mi pare ragionevole che qualcuno ci sarà l’11 marzo. L’obiettivo di costruire un nuovo Centrosinistra è anche il nostro”.