Con un po’ di fantasia i quotidiani “Repubblica” e “La Stampa” pubblicano oggi i nomi di quelli che dovrebbero rappresentare il #Governo del #M5S in caso ci sia la tanto agognata vittoria alle prossime elezioni, che l’attuale maggioranza cerca in ogni modo di posticipare il più possibile vista la situazione molto frammentata all'interno del Partito Democratico.

I possibili nomi

Attendendo la smentita che forse arriverà dal blog di Beppe Grillo, di cui ancora non si capisce bene chi ne sia responsabile, negli articoli delle testate giornalistiche si sostiene che la sfida per il candidato premier è tra Luigi Di Maio e Roberto Fico, l’unico che ha una certa presa all’interno del movimento ma un pubblico di ‘seguaci’ inferiore rispetto al concorrente.

Pubblicità
Pubblicità

Se non dovesse vincere la sfida con Di Maio per lui è pronto un posto alle Telecomunicazioni, ruolo importante che sta molto a cuore a Grillo vista la grande riforma di Viale Mazzini in programma.

Per Alessandro Di Battista, altro personaggio di spicco, è previsto un ruolo da vicepremier che gli permetterebbe di andare liberamente in tv e tra la gente ed esprimere la sua dote migliore: mantenere alta la fiducia del popolo nel movimento. Se non dovesse ricoprire questa carica come alternativa è previsto un ruolo come Ministro degli Interni.

Per le altre cariche invece i prescelti sarebbero Manlio Di Stefano agli esteri Danilo Toninelli alle riforme, Giulia Grillo alla Salute con Paola Taverna sottosegretaria, Alfonso Bonafede alla Giustizia con Giulia Sarti sottosegretaria. Inoltre, Riccardo Fraccaro guiderebbe il ministero dell’Innovazione mentre per il Ministero dell’Economia è riservato un capitolo a parte.

Pubblicità

Ci sono in ballo diversi nomi (Luigi Zingales, Alberto Bagnai, Nino Galloni, Leonardo Becchetti, Antonio Maria Rinaldi) con l’unica certezza che a guidarlo sarà un tecnico, poiché il programma dei 5 Stelle prevede misure forti come il reddito di cittadinanza e il referendum sull’euro. Si parla anche di un ruolo per Roberta Lombardi nonostante ultimamente i suoi rapporti con la sindaca Virginia Raggi siano un po’ freddi.

Il M5S sarebbe pronto, dunque, non solo ad affrontare la campagna elettorale ma anche a governare e la scelta di definire tutto a priori sarebbe dettata dall'esperienza dell'impasse avuta a Roma per la definizione della giunta Raggi. Stando, infine, agli ultimi sondaggi politici il Movimento 5 Stelle sarebbe il primo partito con il 30% di consensi, ma solo con la nuova legge elettorale si potrà capire se ci siano delle concrete possibilità.