Giornata intensa per la politica italiana, a un anno dalle elezioni che segneranno la nascita della Terza Repubblica. A Torino per la tre giorni della sua convention in vista del Congresso del Pd, l'ex premier Matteo Renzi auspica il ritorno all'unità del partito per "restituire una speranza al Paese e proseguire il percorso riformatore".

Contemporaneamente al Teatro Brancaccio di Roma l'ex sindaco di Milano Giuliano #pisapia si candida con il suo Campo Progressista come la vera alternativa al rottamatore.

Intanto a Milano il leader di Forza Italia Silvio #berlusconi si dichiara "certo e sicuro che il centrodestra saprà unirsi per vincere e tornare a governare il Paese".

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L'apertura del Pd al centrodestra moderato

"Dobbiamo ripartire e rilanciare sugli ideali e i contenuti, per restituire una speranza al Paese. Qui c'è un popolo vero, in carne e ossa, che non si rassegna a lasciare il futuro al catastrofismo. Siamo al Lingotto per farlo, insieme", le parole con cui Renzi ha aperto il suo intervento a Torino.

"Auspichiamo - ha spiegato il ministro della Cultura Dario Franceschini - che nel centrodestra nasca un'area moderata con cui dialogare: i numeri ci spingono a questo. Guardiamo in Francia: chiunque sarà a sfidare la Le Pen avrà il consenso di tutti gli altri e non si scandalizzano, e noi in Italia abbiamo due Camere e tre poli e i numeri ci dicono che un polo da solo non avrà la maggioranza. Quindi il Pd deve costruire un campo largo, per includere e non escludere.

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Dobbiamo essere trasversali e Renzi ha indicato questa strada: solo i miopi hanno pensato che fosse un doloroso allontanamento dalla sinistra".

"Un uomo solo non può risolvere i problemi dell'Italia"

Il debutto romano del Campo Progressista di Pisapia segna l'investitura di una leadership alternativa a quella di Renzi nell'area del centrosinistra. La sfida al rottamatore sarà nelle primarie di coalizione, se la legge elettorale lo consentirà. Oppure direttamente alle urne, con una lista di sinistra cugina del Pd, ma intenzionata a recuperare quei milioni di elettori di centrosinistra che non si sentono a casa nel Pd di Renzi.

Il caposaldo della sua idea di centrosinistra è chiaro: nessun uomo solo al comando. I toni verso Renzi sono duri: "Nessun individuo può pensare di risolvere da solo, con un gruppo di amici, i problemi complessi di una realtà come l'Italia".

Pisapia chiede una "netta e forte discontinuità di metodo, di merito e di linguaggio con il centrosinistra degli ultimi anni".

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Centrodestra unito per tornare a governare

"Che il centrodestra non sia unito sarebbe da irresponsabili: abbiamo il dovere di vincere le elezioni e di governare questo Paese, perché le altre forze sono assolutamente inadatte a farlo". Lo ha detto Berlusconi parlando a Milano a un incontro organizzato dalla Primavera Azzurra.

Secondo il leader di FI "da un lato il Movimento 5 Stelle non ha neppure le capacità di governare la più piccola entità comunale, dall'altro il Pd è imploso e credo non sia in grado di esprimere i numeri per arrivare a governare il Paese".

Ha poi spiegato: "Le persone disperate votano chi promette la rivoluzione, votano contro l'establishment, votano il M5S, fatto di sottoposti a un dittatore, di incapaci e giustizialisti, che oggi rappresentano il primo partito: sono al 30 per cento. Nulla ferma questa ascesa: aumenta la povertà, aumentano i voti ai 5 Stelle".

Ma il Pd, ha concluso Berlusconi, "non è più in grado di fermarli. Per questo dobbiamo vincere noi e tornare a governare il Paese". #Matteo Renzi