Più che una prova di democrazia interna, quella di Beppe #GRILLO, che smentisce clamorosamente il risultato delle primarie e consegna la vittoria, nonchè la candidatura a sindaco ad uno sconfitto, sembra una prova di forza. Se nei confronti del movimento o della ex candidata a Sindaco Marika Cassimatis lo si vedrà nei prossimi giorni, Cosa abbia spinto #Beppe Grillo a questa mossa resta difficile da capire, così come incerte restano le conseguenze su un movimento dove la base inizia a rumoreggiare pesantemente e in cui gli uomini della prima linea mediatica - Di Battista in primis - faticano a giustificare scelte che paiono sempre di più in contraddizione con le linee del movimento di Grillo.

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Cosa è successo nella città di Grillo?

Sembravano essere le solite consultazioni in rete. Annunciate e promosse nelle scorse settimane e che avrebbero dovuto condurre il Movimento Cinque Stelle ad individuare la candidata o il candidato che avrebbe dovuto strappare il Governo di un'altra città di peso nella geografia delle prossime amministrative e invece si è trasformata nell'ennesima bagarre interna che inizia a contare non pochi focolai sul territorio. Da Parma a Roma e ora anche a #genova.

Grillo chiede ai suoi 'di fidarsi di lui' e prova a giustificare la sua scelta fornendo numerosi elementi che - almeno a suo dire - sarebbero la prova del fatto che sia la candidata Marika Cassimatis che componenti della sua lista, avrebbero 'ripetutamente e continuativamente danneggiato l'immagine del movimento'.

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La prima domanda che potrebbe sorgere spontanea è: com'è potuto accadere che in un movimento che fa della trasparenza il suo cavallo di battaglia politico, non ci si fosse accorti di questi comportamenti prima di arrivare addirittura alla votazione finale?

Domande che probabilmente non troveranno risposta ma che aprono ancora una volta una breccia nella presunta diversità del movimento di Grillo, dove le ferree interne che in passato hanno condotto ad espulsioni illustri - il Sindaco di Parma Pizzarotti su tutti - iniziano a trovare numerose deroghe grazie all'intervento diretto proprio di Beppe Grillo.

Chi è il candidato che ha vinto dopo l'intervento di Grillo?

Di fronte al caos creatosi dopo lo stravolgimento rocambolesco dell'esito delle comunarie e alla possibilità che si rimanesse senza candidato sindaco per le prossime amministrative in Liguria, Grillo ha lanciato il suo personale appello agli iscritti del movimento chiedendo di non lasciare 'la mia Genova senza questa possibilità'.

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A correre sarà dunque il trentaseienne Luca Pirondini, musicista e politicamente molto vicino alla Consigliera regionale del M5s Alice Salvatori, considerata a sua volta e da molti, apprezzata dallo stesso Beppe Grillo.

Per Pirondini una strada certamente in salita, perché se è vero che alle spalle ha un appoggio di peso come quello di Grillo, davanti ha però ben 3700 no che provengono dagli stessi iscritti del movimento. Su un totale di 19 mila voti certificati, corrispondono a circa il 20%. Chissà se Grillo lo aveva previsto quando ha chiesto ai suoi 'fidatevi di me'...