Secondo l'analisi fatta da Olivier Ravanello, specialista di politica internazionale, durante la trasmissione iTELE di qualche giorno fa, il paese che l'ISIS odia di più è la tunisia.

Democrazia e libertà

Generalmente, gli islamisti radicali e gli jihadisti detestano tutti i paesi democratici ma per la Tunisia, è ancora peggio: è un paese arabo-musulmano democratico, ai loro occhi una cosa imperdonabile. Dotata di una costituzione all'avanguardia e di un complesso legislativo moderno, che riconosce la parità tra i sessi, il divieto della poligamia, la possibilità dell'aborto e la libertà di coscienza, la Tunisia è vista come il nemico dell'Islam, o meglio il nemico degli islamisti wahabiti e radicali.

La donna tunisina

La Tunisia durante la sua storia è sempre stata un faro di libertà ed emancipazione, specialmente per le donne. L'esempio per tutte le nazioni arabe-musulmane, è diventato oggi il nemico di tutti i fondamentalisti. Le donne hanno un ruolo molto importante e sono molto attive all'interno della società. La Tunisia è l'unico paese al mondo, insieme alla Svezia, a riconoscere una quota rosa del 50% all'interno del parlamento.

Lotta all'ISIS

Anche se la Tunisia è ufficialmente uno stato musulmano, la libertà di culto è tutelata dalla legge. Inoltre è l'unica costituzione musulmana al mondo a riconoscere la libertà di coscienza e a proteggere la libertà di pensiero. La legge coranica non è mai stata implementata dai legislatori tunisini e questo è motivo di contrarietà da parte dei fondamentalisti e terroristi islamici.

Dopo la rivoluzione del 2011, in Tunisia si sono create diverse cellule terroristiche affiliate a Daesh e sono arrivate anche a compiere 3 attentati. I primi due agguati terroristici hanno colpito i turisti e il settore turistico (molto importante per la repubblica Magrebina), il terzo attentato invece ha colpito direttamente una squadra d'intervento speciale della Brigata Anti Terrorismo di stato.

Tutte le forze dell'ordine tunisine e il popolo sono uniti contro questi vigliacchi e i risultati ottenuti sono chiari. Una battaglia contro l'oscurantismo, per la libertà e la democrazia. Il popolo tunisino non si arrende.