La politica previdente e circospetta di Donald Trump nei confronti del mondo arabo ha subito nelle recenti ore una profonda scossa. Il presidente dopo aver incontrato alla Casa Bianca, nella giornata di ieri, il premier israeliano Netanyahu, ha poi chiamato nelle recenti ore il presidente palestinese Abu Mazen, invitandolo negli States per un incontro. A confermare la vicenda il portavoce dell'Autorità nazionale palestinese, Nabil Abu Rdeneh, che ha parlato di un prossimo viaggio che dovrebbe aver luogo ''molto presto''. L'invito a Washington è stato preceduto dalle parole di Trump incentrate su possibili trattative di #pace tra israeliani e palestinesi, le quali saranno supportate dagli Stati Uniti per garantire stabilità all'accordo senza però imposizione alcuna.

Pubblicità
Pubblicità

Le trattative saranno condotte autonomamente tra le parti.

La chiamata è avvenuta questa notte. E' la prima volta che #Donald Trump ha dei contatti con Abu Mazen. Così come è la prima volta che il presidente della Casa Bianca si espone così tenacemente sulla questione del Medio Oriente.

Dopo un periodo di torpore e di inettitudine degli States sulla problematica arabo-israeliana che continua da più di mezzo secolo ormai a preoccupare tutto l'ex bacino ottomano, dopo posizioni ambiguamente filo-israeliane, e dopo la proposta di spostamento dell'ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme, arriva un segnale netto, deciso. Trump ha più volte ribadito, durante il confronto telefonico, che una ''pace'' tra israeliani e palestinesi ''è possibile'', e deve essere negoziata tra le parti senza interferenze di terzi.

Pubblicità

''Gli Stati Uniti lavoreranno con la leadership israeliana e palestinese'', ha aggiunto il presidente, '' perché una soluzione non può essere imposta''. In questo modo Trump ha assicurato ad Abu Mazen che gli Usa non prenderanno parte alle contrattazioni, l'accordo dovrà essere figlio dei negoziati tra Ramallah e Gerusalemme, in altre parole l'amministrazione americana si limiterà semplicemente a supportare ambo le parti in modo neutrale durante le trattative affinché venga raggiunto l'obiettivo.

Trump uomo onesto

La risposta palestinese è stata contrassegnata da un composto entusiasmo, o almeno così traspare dalle dichiarazioni di Rdeneh: ''noi siamo pronti a confrontarci con il presidente Trump e con il governo israeliano al fine di riprendere i negoziati. Se gli israeliani sono pronti il presidente Abbas ha già impegnato se stesso nella direzione di un accordo di pace''.

Si sono aggiunti poi anche degli apprezzamenti sul presidente americano: ''Trump è un uomo onesto e si dimostra molto coraggioso nel volere questo accordo''. Inutile sottolineare l'importanza della questione per l'equilibrio e la stabilità territoriale e mondiale, gli ultimi tentativi di mediazione degli Usa sulla questione si erano fermati al 2014, concludendosi con un nulla di fatto. #Medio Oriente