Secondo i tabulati della presidenza del Consiglio, consultati dal quotidiano Repubblica che oggi pubblica un’inchiesta, dall’agosto 2016 al febbraio 2017 sono centinaia i cosiddetti ‘#voli di Stato’ utilizzati dai membri dei due governi, prima Renzi e poi Gentiloni, per fini di ‘sicurezza’ o ‘istituzionali’, ma molto spesso anche per tornare nella propria terra di origine. In testa alla singolare classifica si staglia, per distacco, il ministro degli Esteri (fu ministro dell’Interno) Angelino Alfano. Sono 68 le volte in cui il leader della moribonda Ncd (previsto per il 18 marzo il cambio di nome del partito) si è imbarcato sui mezzi aerei nella disponibilità della presidenza del Consiglio.

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Di queste, ben 27 sono le traversate che si sono concluse in uno scalo siciliano, terra natia dell’agrigentino #alfano.

Secondo in classifica l’attuale premier ed ex predecessore proprio di Alfano alla Farnesina, Paolo Gentiloni, con 43 voli, anche se conteggiati solo fino al 12 dicembre 2016, giorno in cui ha assunto la carica che ancora ricopre (così vuole la legge). Terza piazza per il ministro della Difesa Roberta Pinotti con 31 trasvolate, La sua destinazione più gettonata è Genova, sua città natale. Al quarto posto, con 20 ‘passaggi’ sui voli di Stato, il ministro della Coesione Territoriale Claudio De Vincenti. A seguire, ci sono il ministro della Giustizia Andrea Orlando con 12 voli e il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda con 11. Ultimo la new entry Marco Minniti, sostituto del gettonatissimo Alfano al Viminale, che colleziona l’invidiabile record di 7 voli su 10 atterrati nella ‘sua’ Reggio Calabria.

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Sulla vicenda interviene anche Clemente #Mastella (guarda il video), finito al centro di una polemica sui voli di Stato nel 2007, quando era ministro, per essersi recato con il figlio ad assistere al Gran Premio di Monza. Lui giustifica la sua situazione e di Alfano dice: “L’unico modo per andare o per tornare è solo quello, non mi sento di crocifiggere nessuno da questo punto di vista”.

Alfano e le presunte ‘vacanze’ in Sicilia

Come detto, 27 dei 68 viaggi di Alfano hanno avuto come destinazione gli aeroporti siciliani di Palermo, Catania o Trapani. In 8 di queste 27 occasioni - evidenzia il giornale diretto da Mario Calabresi che cita non meglio precisati “agenzie, giornali e siti web” - non risultano impegni politici o istituzionali del ministro. Si tratta del viaggio avvenuto tra il 22 e il 24 agosto, di quello affrontato dal 26 al 30 dello stesso mese estivo e di altri 6 effettuati tra settembre e gennaio, spesso a cavallo di festività. Solo sospetti e nessuna certezza, anche se Alfano, a sua discolpa, può vantare di essere sottoposto da circa un anno e mezzo al ‘livello di protezione 1’ che renderebbe difficili gli spostamenti autonomi.