Questo martedì 18 aprile è intervenuto nella trasmissione "DiMartedì" su La7 Pierluigi Bersani, deputato di Articolo 1 - Movimento Democratico Progressista, il quale si è soffermato su diversi temi di attualità politica, rispondendo alle domande del conduttore Giovanni Floris.

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Bersani sulle vicende internazionali e sugli errori del centrosinistra

Parlando della situazione politica internazionale, Bersani ha detto: "Se guardiamo con occhio attento a quel che accade nel mondo vediamo che una globalizzazione senza regole produce un ripiegamento identitario, il quale crea nazionalismi ed essi hanno sempre prodotto guerre. Trump ed Erdogan sono stati votati e se tirano un missile nei sondaggi vanno su. Nel mondo o viene fuori un nuovo '68 o non andiamo bene.

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Ovvero un grande movimento di opinione fatto di tanta gente che la pensa diversamente, con le nuove generazioni, in tanti paesi diversi, per dire che non dobbiamo giocare alla guerra.Se uno è di #sinistra è perché non gli va bene il mondo così com'è, altrimenti si riposa. Se invece uno di sinistra dice che gli vanno bene il mondo e il paese così come sono e non alza le bandiere, oggi non può parlare a molti".

Poi è passato a parlare di politica interna e in particolare di centrosinistra: "Adesso mi sento più libero di parlare perché vedo che il centrosinistra si è sovrapposto all'esistente e viene visto come quello che difende l'establishment. E non possiamo pensare che siano tutti dei pirla.Bisogna però reagire e mettere in moto nei prossimi mesi le energie sopite di un centrosinistra largo e plurale che c'è nel paese. Un po' di esperienza ormai ce l'ho e mi sono accorto in queste settimane che abbiamo toccato un nervo scoperto, c'è sempre più gente che ci segue. Non solo persone deluse dopo l'impegno degli ultimi anni, ma anche le nuove generazioni che hanno bisogno di un messaggio di una sinistra di governo, civica.Se noi sinistra di governo facciamo il nostro mestiere, non c'è spazio per i populismi.

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Non basta gridare al lupo o unire i responsabili contro i cosiddetti barbari: sarebbe un errore storico".

Sulle motivazioni della crisi di consensi del #Pd negli ultimi anni, Bersani ha detto: "Il PD ha avuto un crollo verticale dal 2014 in poi perché si è staccato dal suo popolo, ha disarmato i valori, i principi e le idee base del centrosinistra. Perché ha pensato di ridurre il centrosinistra nel solo PD e il PD nel suo capo.Noi lavoriamo perché il Governo Gentiloni arrivi fino in fondo, ma il suo marchio non può essere quello della continuità".

Primarie PD? 'I tre candidati non sono uguali, ma Renzi avrebbe effetto distruttivo sul centrosinistra'

Sulle Primarie del PD ha detto: "#Renzi ha il suo seguito, per l'amor di Dio. Ma diamo le dimensioni della cosa. Ci sono 200 mila persone che erano iscritte al partito che sono andate via, la scissione non l'ho fatta io ma l'ha fatta prima ciascuno di loro.Vedremo quanta gente andrà votare: io sono amichevole con loro, sia chiaro.

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Ma ricordo che Renzi si è dimesso da segretario con motivazioni strumentali per anticipare il congresso, senza discutere su quanto era successo. Ma adesso non mi pare ci siano grosse discussioni su quello che è stato, si stanno contando. E quindi con questa evoluzione succederà l'inevitabile, vince Renzi. I tre candidati alle Primarie non sono uguali, chiaramente Renzi non lo voterei ma non perché ce l'ho con lui, quanto invece perché io voglio fare un centrosinistra in cui la parola 'sinistra' esista e la linea di andare avanti così sarebbe distruttiva per il centrosinistra e non utile per l'Italia. Per questo non voterei Renzi. Io mi preoccupo di più fare un nuovo centrosinistra. Noi non vogliamo fare un partitino ma un movimento per mettere in moto delle energie diverse, forze organizzate e singoli, che parlino con noi: perché il PD da solo non ce la farà".

Perchè siamo arrivati a questa situazione sul piano economico? "Io nel 2013 ripetevo come un mantra che la crisi aveva toccato il pavimento, più giù di così non potevamo andare, ma che era come se fossimo andati sotto un treno e quindi ho sempre detto che chi ha di più doveva pagare di più. Poi dopo è cominciata una narrazione che non corrispondeva alla realtà, ad esempio con l'idea che le tasse andavano tagliate a tutti".

'La sinistra deve saper cambiare i linguaggi'

Sulle difficoltà complessive della sinistra, Bersani ha detto: "Da due anni dico che la globalizzazione ha delle spine e la destra che le interpreta non è più quella liberista ma invece quella protezionista, identitaria e sovranista. Ecco, la destra ha cambiato le sue parole d'ordine, mentre la sinistra ha ancora gli stessi linguaggi dell'inizio della globalizzazione, come a inizio degli anni Novanta (opportunità, merito, eccellenza). Oggi invece serve parlare di protezione per le persone: dal lavoro, al welfare, alla sanità. Anni fa potevamo dire a un giovane che se si laureava con buoni voti ce la poteva fare, mentre oggi se prende ventisettemila 30 e lode, rimane a piedi lo stesso.Ormai in tutti i paesi europei c'è una grossa pluralità di partiti, basti vedere Francia, Olanda, Spagna etc. Ma oggi serve rappresentare questo mondo vario, poi la politica deve prendersi delle responsabilità per provare a far nascere dei Governi".