#Donald Trump conferma di essere il presidente delle promesse mantenute. Certo, alcune cose non sono andate bene, ma non per colpa sua, come l'abolizione dell'Obama care respinta dalla Camera, oppure i bandi contro gli immigrati musulmani vietati dai giudici. Per il resto il presidente #USA sta facendo tutto ciò che ha promesso dal protezionismo, al muro con il Messico fino alla riduzione delle #tasse. Il ministro del tesoro Steven Mnuchin, ha confermato l'abbassamento delle aliquote. La tassazione sulle imprese è al 15%.

La riforma fiscale di Trump

L'aveva promesso nella sua campagna elettorale. Detto, fatto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha presentato la sua riforma fiscale.

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Il ministro del tesoro Steven Mnuchin, in una conferenza stampa, ha detto: "Si tratterà del taglio fiscale più grande e della riforma fiscale più ampia nella storia del nostro Paese". Gary Cohn, il consigliere economico della Casa Bianca, ha spiegato in cosa consiste la nuova riforma fiscale e cosa cambierà. Non ci saranno più sette aliquote, ma tre (10%, 25% e 35%), la tassa di successione viene abolita e non saranno tassate le famiglie per i primi 24 000 dollari di reddito. Secondo Mnuchin il pil crescerà del 3% all'anno ed ha presentato i quattro obbiettivi della riforma fiscale "Far crescere l'economia e milioni di posti di lavoro; semplificare il regime tributario; dare sollievo alle famiglie americane, soprattutto, quelle della classe media e abbassare le tasse aziendali, considerate tra le più complicate e anticompetitive tra le economie avanzate".

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Come verrà applicata?

La riforma fiscale di Donald Trump, è senza dubbio molto vantaggiosa, soprattutto per quei cittadini americani che non vivono in condizioni economiche molto agiate. Ma la domanda è: come sarà applicata? Lo stato americano di certo non beneficerà di questo taglio, visto che avrà mancate entrate di 2400 miliardi di dollari. Ma per Donald Trump, non c'è alcun problema. Per lui, la riduzione delle tasse non provocherà debito pubblico, come invece hanno fatto i suoi predecessori repubblicani Ronald Reagan e George W. Bush. E dello stesso parere del Tycoon, sono i suoi consiglieri. Secondo loro, il taglio delle tasse sarà bilanciato da una grande accelerazione delle aziende e da un conseguente aumento dei posti di lavoro. Sarà così? Solo il tempo ci darà le risposte necessario.