#berlusconi è alle prese con i conti in rosso del partito. Sono tanti, infatti, i parlamentari del partito azzurro insolventi, che da tempo, troppo, non pagano le quote.

E allora il Cavaliere ha scelto il pugno duro: chi non paga la quota, non potrà essere candidato alle prossime elezioni. Non solo: automaticamente decadrà da qualsiasi incarico nel partito. Il problema sono le quote mensili annuali pregresse, quelle riferite al 2014-2016, ma anche quelle del 2017, che scadranno a giugno. E questa volta non sono previste deroghe. Da pagare c’è la quota annuale di mille euro oltre ad una quota mensile che tutti gli eletti sono obbligati a versare: i parlamentari devono versare nelle casse azzurre 800 euro al mese; i consiglieri regionali 500 euro; i consiglieri comunali 100.

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E ci sono anche i 25.000 euro di contributo per le campagne elettorali delle ultime elezioni politiche.

I conti di #Forza Italia preoccupano, nel bilancio c’è un buco di 6 milioni di euro. Certo, anche colpa dei tagli al finanziamento pubblico dei partiti – il Cavaliere non può più mettere mano al portafoglio, come aveva sempre fatto, poiché la legge stabilisce un tetto massimo di 100mila euro l'anno per le “erogazioni liberali di persone fisiche e non” - ma i “morosi” hanno la loro bella dose di colpa. Si rischia la paralisi, ha ammonito in una lettera inviata pochi giorni fa a tutti gli eletti del partito (ripresa dall'Adnkronos) il tesoriere azzurro Alfredo Messina, che nel giugno 2016 ha sostituito la senatrice Maria Rosaria Rossi.

Ma quella dei conti del partito non è l’unica preoccupazione per Berlusconi, che per le candidature alle prossime elezioni vuole anche cercare di evitare i cambi di casacca.

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I voltagabbana, insomma. In questa legislatura tanti, troppi eletti con il Pdl hanno lasciato il partito. Una scissione dopo l’altra, i gruppi di Camera e Senato si sono ritrovati dimezzati. Persino Sandro Bondi e Denis Verdini hanno abbandonato il Cavaliere, loro, che erano tra i punti fermi di Forza Italia sin dagli albori.

L’ipotesi più probabile è che alla fine si decida di fare spazio a new entry: non è un mistero che ormai da tempo Berlusconi voglia rilanciare l’immagine, ormai piuttosto opacizzata, del partito con facce giovani e fresche. Gente proveniente dalla società civile, che nulla ha avuto finora a che fare – o quasi – con la politica. Certo è che fino a che non sarà chiaro con quale legge elettorale andremo a votare si potranno fare solo ipotesi. Anche perché è da chiarire quali saranno i rapporti con gli altri partiti del centrodestra, in particolare con Lega e Fratelli d’Italia.