Molti notiziari, e i principali quotidiani di tutto il mondo, hanno riportato la notizia dei raid chimici esplosi nella città siriana di Idlib, i quali avrebbero causato la morte di molti civili, tra cui numerosi bambini.

A rendersi protagonista, ancora una volta, delle scene mediatiche è Matteo Salvini, il quale intorno alle ore 18.00 di ieri sera, martedì 4 aprile, ha iniziato sulla sua pagina Facebook una diretta. Nucleo centrale della discussione le “fake news”, tematica a cui ha collegato quanto accaduto in territorio siriano qualche ora prima.

Rivolgendosi al popolo del web, Salvini ha chiesto “Non uccidiamoli due volte”.

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I bambini sono sottoposti ad un clima di violenza quotidiano, vittime innocenti di una guerra di cui non sono responsabili, ma dalla cui violenza vengono travolti. Rincarando la dose, invita a chiedersi "chi sia a denunciare l’uso dei gas utilizzato da #Assad per fare strage di bambini”.

L’apparente velato attacco a giornali e giornalisti italiani diventa evidente e concreto nelle parole che seguono:

“Mi rivolgo ai mei colleghi giornalisti e parlo da giornalista, padre ed essere umano, qual è la fonte di tutto questo? Ricordate l’intervento in Iraq per cercare le famose armi chimiche nascoste e prodotte da Saddam? Qualche anno dopo si scoprì essere una bufala: armi chimiche inesistenti e utilizzate come espediente per causare l'ennesima guerra. Vi invito ad informarvi, in quanto la fonte di quanto accaduto oggi in #Siria sarebbe l’Osservatorio Siriano per i diritti umani.

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Che cos’è? Una bufala”.

Riferendosi ad un articolo pubblicato dal quotidiano britannico “The Guardian”, prosegue:

“L'Osservatorio sarebbe stato fondato nel 2006 da una persona che vive in una paesino di campagna vicino Londra: Rami Abdulrahman. Direttore ed unico membro, sarebbe un imprenditore siriano fuggito dalla Siria nel 2006, dichiaratosi vicino alla componente islamica estremista. Suoi finanziatori sarebbero Unione Europea e governo inglese. Le più importanti organizzazioni di diritti umani vi fanno riferimento, e dall’aprile 2013 fornisce informazioni a ONU, Usa e media occidentali. Il New York Times lo ha definito osservatorio a senso unico, in quanto le informazioni a lui trasmesse, vengono a loro volta trasmesse ai giornali e da questi pubblicate”.

Lo sfogo in diretta dell’europarlamentare Salvini ha raccolto molte adesioni. Numerosi i commenti di coloro che hanno gridato al complotto e ne hanno chiesto l’immediato intervento nelle principali tv nazionali proprio per far chiarezza sull’accaduto.

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Utilizzare un evento dalla portata così tragica a scopo propagandistico è forse più grave del far ricadere la notizia, che lo sia o meno, nel “calderone delle fake news”.

Ogni giorno, da sei anni a questa parte, centinaia di bambini siriani perdono la vita, vittime di una carneficina che non ha un solo colpevole. Inneggiare all’antisemitismo e fomentare l’odio razziale delle folle, incitandole a difendersi dal nemico straniero, contribuisce ad alimentare un clima di già elevata tensione. Fino a quando il mondo si volterà dall’altra parte di fronte “all’ennesimo crimine contro l’umanità”, si compreranno più armi che libri di scuola, si insegnerà più ad odiare che a rispettare, questo orrore continuerà a proliferare e a fare più morti di quanto già non abbiano fatto, e continuino a fare, guerre ed odio.