La prima settimana del mese di aprile sta per archiviarsi e SWG ha pubblicato nuovi #Sondaggi politici. Le ultime intenzioni di voto dei cittadini mostrano degli sviluppi, specie per quanto riguarda i partiti al vertice. Il trend rispetto ai rilevamenti precedenti è stato invertito. Abbiamo modo di vedere un calo del Movimento 5 Stelle, con contemporanea crescita del Partito Democratico. Quest’ultimo si riporta davanti, riprendendosi quello che era sua fino a poco tempo fa, ovvero il primato. Ennesimo avvicendamento al vertice, anche se per altri istituti di ricerche non abbiamo questo scenario. Alle loro spalle cresce anche Forza Italia, ma vediamo più nel dettaglio il quadro generale che si è delineato in questi ultimi giorni.

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SWG: PD torna al comando, flessione per Lega Nord

In testa, secondo l’istituto di ricerche SWG, c’è un avvicendamento tra M5S e #Pd. Il movimento di Beppe Grillo perde lo 0,4%, scendendo al 27,9%, mentre il partito di Matteo Renzi guadagno lo 0,7%, salendo al 28,5%. Torna così a sorridere l’ex Premier, che sarà ben presto impegnato nella sfida delle Primarie contro Andrea Orlando e Michele Emiliano per la poltrona di segretario nazionale del partito, dove viene dato in gran vantaggio sugli altri due candidati. In terza posizione si porta Forza Italia, forte del +0,6%. Silvio Berlusconi si attesta al 12,3%, andando così a scavalcare #Lega Nord (12,1%). Infatti, per Matteo Salvini si registra un calo dello 0,2% rispetto alla scorsa volta.

Flessione anche per Fratelli d’Italia (-0,4%), che si porta al 4,8%, nonché per Democratici e Progressisti (-0,5%), che si trovano al 4,2%.

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A perdere lievemente è anche Sinistra Italiana (-0,1%), che scende al 2,5%, mentre fa un piccolo passo avanti Alternativa Popolare (+0,1%), che sale al 3,4%. Abbiamo poi Rifondazione Comunista stabile all’1,3% e Verdi in discesa (-0,1%) allo 0,6%. Nell’area di Governo, le altre liste ottengono lo 0,4%, mentre all’opposizione si attestano al 2%.

Rispetto agli ultimi sondaggi elettorali, scende la percentuale degli italiani che non si esprimono, che passa dal 39,9% al 37,4%. Possiamo considerare questo dato un buon segnale, anche se c’è da migliorare ancora sotto questo aspetto. Nel complesso, abbiamo il Centrodestra in vetta, perché unendo tutte le forze raggiunge il 29,2%. Il margine di vantaggio sui rivali è davvero minimo e chissà per quanto tempo lo manterrà. In attesa di sviluppi, vi invitiamo a seguirci per ricevere altri aggiornamenti sull’argomento.