Dopo il G7 di Taormina, il premier canadese #Justin Trudeau ha incontrato Papa Francesco. In Vaticano il primo ministro ha invitato il Pontefice a visitare il #Canada, ma con un impegno ben preciso. Bergoglio infatti è stato sollecitato dal giovane Trudeau a comunicare le proprie scuse per quell'opera che la Chiesa ha condotto durante tutto l'arco del novecento in Canada. Oltreoceano infatti, cattolici, presbiteriani ed anglicani hanno inculcato la mentalità e le credenze della Curia alla popolazione indigena locale. Nella nazione l'ultimo centro di "cattolicizzazione" gestito da Roma è stato chiuso nel 1996, e proprio in questi luoghi l'opera del clero è stata poco consona al compito: violenze, obblighi, abusi ed imposizioni condotti dai sacerdoti nei confronti degli indigeni locali, costretti a seguire le direttive di Roma, in nome di una religione che doveva per forza essere seguita anche da loro.

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Bambini indigeni separati dalle famiglie in Canada

Questo tema è molto sentito nel paese, tanto da condurre Justin Trudeau all'invito. Nel paese del Nord America, i danni psicologici e morali condotti nei confronti delle popolazioni indigene sono innumerevoli. A partire dal 1880 molti sono stati i centri aperti dai sacerdoti e finanziati da governo federale, in cui oltre 150.000 bambini sono stati estirpati alle famiglie con lo scopo di essere condotti sulla retta via. Il problema è che questi minori venivano tolti alle famiglie con forza, ed obbligati a credere nella religione che veniva loro imposta dai preti. L'ultimo centro ha chiuso nel 1996, e numerose sono le testimonianze di violenze psicologiche, e anche sessuali, a danno dei minori qui rinchiusi. Lo scopo era, secondo le autorità canadesi, di condurre i giovani indigeni al rispetto dei canoni comportamentali imposti loro dalla società bianca, a discapito delle tradizioni locali.

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64 dei 140 centri istituiti facevano capo alla religione cattolica di Roma.

Genocidio culturale

Così facendo, i centri presenti in Canada hanno reso possibile la cancellazione della cultura natia, come avvenne di fatto anche nei confronti degli indiani d'America, durante la colonizzazione europea. I centri hanno operato indisturbati, e le testimonianze affermano di metodologie alquanto estreme per inculcare la religione nella mentalità nei bambini indigeni. Essi non potevano parlare nella loro lingua, ma solo in inglese o francese, che di fatto non conoscevano. Testimonianze di abusi sessuali sono circolate in Canada, e le suore, per punizione, imbevevano fazzoletti di urina e costringevano i giovani indigeni a indossarli sul viso, quando non rispettavano gli obblighi loro imposti. Un'opera condotta dalla Chiesa che ora dovrà essere spiegata, visto che è stata dimostrata, ma verso cui il Vaticano non ha ancora espresso le proprie scuse.